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SCIENZA

Le dichiarazioni dopo il nuovo incarico

Fabiola Gianotti: "Un onore la riconferma alla guida del CERN"

La scienziata italiana è il primo direttore generale dell'istituto di ricerca di Ginevra ad avere un secondo mandato: "In un mondo diviso la scienza può avere un ruolo chiave per connettere le persone"

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di Andrea Bettini “Il CERN è un luogo speciale dove facciamo ricerca fondamentale, sviluppiamo nuove tecnologie, facciamo divulgazione scientifica. Ed è un concreto esempio di cooperazione internazionale”. Nella prima conferenza stampa dopo l’annuncio che avrà un secondo mandato come direttore generale del più celebre laboratorio di fisica al mondo, Fabiola Gianotti è felice e orgogliosa per una riconferma mai toccata a nessuno dei suoi predecessori.

"Un grande privilegio e onore"
“È un grande privilegio e onore – dice la scienziata italiana, alla guida del CERN dal 1° gennaio 2016 – I risultati degli ultimi quattro anni non sono miei personali ma sono il frutto di un lavoro di squadra. Tanti sono gli esempi, dalla seconda run del Large Hadron Collider, che ha funzionato molto bene e oltre i parametri di design, al progetto Science Gateway e all’ingresso di nuovi Stati membri”.

"Ancora molte domande aperte che non trovano risposta nel Modello Standard"
Il suo incarico durerà fino al 2025. Anni importanti, con il potenziamento in corso del celebre acceleratore di particelle LHC. Quando tornerà in funzione, fornirà agli scienziati dieci volte più dati. Una macchina importantissima per i fisici di tutto il mondo perché anche se il Modello Standard funziona molto bene, sottolinea Fabiola Gianotti, “ci sono ancora molte domande aperte che non trovano risposta al suo interno”. 

"La scienza può fornire alla società i fatti"
Ricerca in primo piano ovviamente, ma per il direttore generale del CERN sarà fondamentale anche concentrarsi sul ruolo della scienza nella nostra società. “Per prima cosa la scienza può fornire alla società i fatti", afferma Fabiola Gianotti. Deve partecipare al tavolo perché può dare dei fatti oggettivi. In un mondo diviso può avere un ruolo chiave per connettere le persone. Le leggi naturali sono uguali ovunque. Inoltre la scienza unisce perché il desiderio di conoscere è un’aspirazione comune a tutta l’umanità”.
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