Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Fano-rimossa-bomba-della-seconda-guerra-mondiale-innescata-per-errore-evacuazione-9847f62b-db3c-43fe-bcf4-0f9a8fc1ab5b.html | rainews/live/ | (none)
ITALIA

Lungomare Sassonia

Fano, rimossa all'alba la bomba della Seconda Guerra Mondiale innescata per errore

L'ordigno risalente alla Seconda Guerra Mondiale era stato ritrovato ieri mattina in un cantiere sul lungomare Sassonia. L'innesco potrebbe essere avvenuto casualmente durante le operazioni di recupero. E' stata imbracata e sarà fatta brillare in mare.  Evacuato l'ospedale Santa Croce, stop ai treni, chiusi anche il porto e lo spazio aereo

Condividi

Cessato allarme a Fano, dove ieri nel corso di alcuni lavori in viale Ruggeri era stato ritrovato un ordigno bellico e per consentire le operazioni di rimozione erano state evacuate circa 20mila persone. Questa mattina all'alba, informa il Comune di Fano, l'ordigno è stato "portato in mare con successo grazie a una speciale e altamente rischiosa operazione congiunta dell'Esercito e della Marina Militare".
 
"La città di Fano e il relativo territorio sono quindi fuori pericolo e in sicurezza", pertanto il sindaco di Fano, Massimo Seri, ha ordinato "la revoca parziale della precedente ordinanza n.12/2018, disponendo che possano essere riaperti sia gli uffici pubblici che gli esercizi privati in modo da limitare al massimo i disagi per i cittadini e le imprese". Dopo una notte di tensione all'alba la fase più delicata dell'operazione: la bomba è stato imbragata e portata in acqua per essere trasportato al largo della costa di Fano. E ora sarà fatta brillare.

23mila persone sgomberate
Termina così una massiccia operazione iniziata ieri per evacuare circa 23mila persone dal centro di Fano, dopo il ritrovamento ieri mattina di un ordigno bellico in un cantiere dell'Aser in viale Ruggeri sul lungomare Sassonia.

Sono state allontanate le persone da case, strutture ed edifici pubblici nel raggio di circa 1.800 metri dal punto di ritrovamento della bomba. La decisione è stata adottata in serata dalla prefettura di Pesaro. L'ordine di evacuazione è valido sino alle ore 13 di oggi, salvo proroghe.

Evacuati anche l'ospedale Santa Croce e la stazione ferroviaria, bloccati i treni dalle 21.30 dato che la stazione (come l'ospedale) si trova nella zona di pericolo. Lo stop non interessa invece l'autostrada A14.



Ordigno innescato accidentalmente
La bomba potrebbe essere stata innescata accidentalmente durante le stesse operazioni che l'hanno portata alla luce. Sul posto sono intervenuti in un primo momento gli artificieri dell'Esercito, che hanno stabilito che si tratta di un ordigno di fabbricazione inglese da 500 libbre con le spolette differite: in linea teorica potrebbe esplodere, viene sottolineato, entro 144 ore. Da qui la decisione precauzionale di allontanare le persone. Gli artificieri dell'Esercito e quelli della Marina provvederanno a far brillare l'ordigno in mare.

Mille soldati impegnati nelle operazioni
Mille soldati sono stati impegnati per collaborare alle operazioni di evacuazione. Bus e pullman in attesa nei punti raccolta per portare i cittadini nei ricoveri allestiti dalla protezione civile, code di auto, veicoli della polizia che girano per le strade lanciando messaggi con gli altoparlanti sulla necessità di lasciare le case. E' quello che sta accadendo in queste ore nel centro di Fano. C'è molta gente in giro, ma le operazioni per mettere in sicurezza la popolazione si stanno svolgendo ordinatamente.

Oggi chiuse le scuole. E anche gli uffici pubblici
Il sindaco di Fano, Massimo Seri, dopo una riunione con prefetto, forze dell'ordine e tutti i soggetti interessati, ha emanato un'ordinanza con cui stabilisce la chiusura sino alle 13  di tutti gli uffici pubblici e di tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti nel territorio del Comune di Fano. 

Chiusi anche il porto e lo spazio aereo 
Anche il porto di Fano, l'aeroporto e lo spazio aereo sopra la città fino a quota 1.400 metri sono stati chiusi a causa dell'ordigno bellico della seconda Seconda Guerra mondiale rinvenuto in un cantiere e accidentalmente innescato. Interdetto lo specchio acqueo nel raggio di circa 1.800 metri, secondo l'ordinanza del sindaco Massimo Seri, salvo diverse decisioni della Marina Militare con l'eventuale supporto dell'Aeronautica militare nell'ambito dell'operazione di trasporto in acqua dell'ordigno. 

Condividi