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POLITICA

Verso l'indicazione del nuovo ministro degli esteri italiano

Farnesina, Roberta Pinotti e Lapo Pistelli in pole per la successione alla Mogherini

Tra i nomi che circolano anche quelli di Angelino Alfano, Debora Serracchiani e Sandro Gozi. Una scelta condizionata dagli equilibri politici del governo e dal tema molto caro al premier delle quote rosa

Lapo Pistelli, Roberta Pinotti, Angelino Alfano e Sandro Gozi
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Federica Mogherini è la nuova alta rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea. Un successo politico del premier Matteo Renzi che sin dall’inizio l’aveva fortemente voluta ed indicata per quella poltrona, ma anche una piccola grana per il premier italiano che ora dovrà scegliere un nuovo ministro degli Esteri.
 
I nomi che circolano per la successione alla Farnesina sono diversi. In pole position l’attuale titolare della Difesa, Roberta Pinotti, e Lapo Pistelli, attuale vice ministro degli esteri.
 
Nel toto-nomine però anche i nomi di Angelino Alfano e Sandro Gozi, ora sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai rapporti con l’Ue e, anche se meno accreditata, Debora Serracchiani.
 
“Abbiamo tempi ampi”, ha rassicurato Renzi da Bruxelles. Ed infatti il nome del nuovo ministro degli esteri italiano andrà indicato entro l’inizio di novembre, data in cui il ruolo di commissario europeo della Mogherini diventerà effettivo.
 
Sulla scelta peseranno almeno due elementi. In primis, ovviamente, gli equilibri politici all’interno dell’esecutivo e, in secundis ma non meno importante, la questione di genere. Renzi è stato infatti sinora particolarmente sensibile a mantenere un equilibrio pressoché assoluto tra uomini e donne nella squadra di governo e, in quest’ottica, sostituire una donna come la Mogherini con un uomo, per quanto valido, potrebbe mettere in crisi questa politica di genere sin qui sposata dal premier.
 
In quest’ottica il ritratto della “candidata forte” non può allora che essere quello di Roberta Pinotti, attuale titolare della Difesa e prima donna a capo delle Forze Armate nella storia repubblicana. A favore della Pinotti, oltre alla stima guadagnata sul campo in questi mesi da ministro, un passato nell’Agesci, scout come Renzi, e l’inizio dell’attività politica nel Pci. Da titolare della Difesa, e prim’ancora da sottosegretaria, la Pinotti ha già avuto modo di intervenire, con riconosciuta competenza in ambito europeo e Nato, su dossier in cui l’aspetto della sicurezza s’intrecciava indissolubilmente con quello della politica estera, come ad esempio il Libano. Contro la sua nomina, l’inevitabile Risiko di governo che si aprirebbe, la Pinotti andrebbe infatti sostituita alla Difesa, altro dicastero tanto importante quanto delicato.
 
Secondo nome “caldo” quello di Lapo Pistelli, già viceministro alla Farnesina. Il suo sarebbe l’identikit del candidato perfetto: competente, già inserito nella “macchina ministeriale”, perfettamente in grado di garantire una continuità quanto mai auspicabile in un periodo caratterizzato da diverse crisi internazionali. Pistelli è stato in passato responsabile esteri del Partito Democratico e, attualmente, ha deleghe importanti, sia in chiave geopolitica - l’Iran fra le altre - sia su materie particolarmente significative come la Cooperazione internazionale, di cui Pistelli è stato artefice di una riforma, passata al Senato, che recupera decenni di arretrati. Contro di lui un unico grande neo: essere uomo. Cosa che scompaginerebbe l’equilibrio di genere del governo.
 
Nella lista dei papabili, infine, anche Sandro Gozi, Angelino Alfano e Debora Serracchiani. Nomi però almeno oggi meno accreditati rispetto ai primi due per motivi differenti. L’attuale vicesegretaria Pd ha sempre manifestato la sua volontà di restare fuori dalla squadra di governo mentre uno spostamento di Alfano agli esteri genererebbe problemi di equilibrio con il Ncd.
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