SCIENZA

Fecondazione, nato primo bebè con tre genitori da coppia infertile

Prima mondiale in Ucraina, la tecnica sperimentale è stata studiata per superare malattie mitocondriali

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Per la prima volta al mondo la tecnica di fecondazione assistita che utilizza il Dna di 3 genitori è stata usata su una coppia infertile. Il bebè, una bambina, è nato il 5 gennaio nella clinica Nadiya di Kiev in Ucraina. La controversa metodica, definita "altamente sperimentale", è stata messa a punto per aiutare le donne che rischiano di passare al figlio gravi patologie genetiche attraverso il Dna mitocondriale, a trasmissione materna. Il primo bimbo figlio di questa metodica è venuto alla luce l'anno scorso in Messico. Questo è il primo caso in cui la tecnica viene usata su aspiranti genitori con problemi di concepimento.

La notizia rimbalza sui media internazionali. Il team ucraino, diretto da Valery Zukin - si legge sulla Bbc online - ha fecondato l'ovulo della madre con lo sperma del padre, quindi ha trasferito i geni combinati nell'ovocita di una donatrice. La bambina è geneticamente identica a mamma e papà, con una piccola quota di Dna dalla seconda donna. I medici di Kiev hanno applicato la metodica su una coppia infertile non portatrice di malattie mitocondriali. Secondo quanto riferito da Zukin, i 2 aspiranti genitori non erano stati in grado di concepire un figlio con tecniche tradizionali di fecondazione assistita. La clinica Nadiya sta seguendo un altro caso simile e il parto è previsto a inizio marzo.

Il concepimento di bimbi con 3 genitori è stato autorizzato nel Regno Unito lo scorso dicembre, dopo il via libera del Comitato britannico di bioetica, per evitare la trasmissione di malattie ereditarie associate a mutazioni mitocondriali. Finora, tuttavia, in Gb non sono ancora nati bambini grazie a questa tecnica. Prima d'ora l'unico parto è avvenuto in Messico presso il New Hope Fertility Center. Il bebè, un maschietto, è nato il 6 aprile 2016 e Alejandro Chavez-Badiola, direttore medico della struttura, ha annunciato in dicembre di avere in programma con la stessa metodica 20 gravidanze nella prima metà del 2017.

Il trasferimento pronucleare, questo il nome della tecnica, "è altamente sperimentale e non è stato correttamente valutato o scientificamente provato - avverte Adam Balen, presidente della British Fertility Society - Saremmo estremamente cauti circa l'adozione di questo approccio per migliorare i risultati di fecondazione in vitro".
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