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Festa del Cinema di Roma. Angry Indian Goddesses di Pan Nalin vince il Premio del Pubblico

Gli spettatori hanno votato online

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Angry Indian Goddesses di Pan Nalin vince il Premio del Pubblico della decima edizione della Festa del Cinema di Roma. Gli spettatori hanno votato online tramite un sistema elettronico. Il primo “Buddy movie” indiano al femminile – firmato dal regista di Ayurveda: Art of Being, il documentario indiano di maggior incasso – è un ritratto fresco e spigliato delle donne nell’India di oggi.
 
“Sono particolarmente lieta che un film coraggioso, rivelatorio, in grado di far luce sulla condizione femminile in India, anche attraverso un genere solitamente al maschile, abbia ricevuto il massimo gradimento da parte dei nostri spettatori – ha spiegato Piera Detassis, presidente della Fondazione Cinema per Roma – Il risultato ci mostra come il pubblico della Festa sia sempre pronto a leggere e premiare le proposte più interessanti, innovative e al tempo stesso popolari, provenienti dal miglior cinema internazionale”.   
 
“Nel corso di questi giorni gli spettatori hanno apprezzato il ricco programma di quest’anno, sono orgoglioso e soddisfatto che la qualità dei film sia stata sempre lodata anche dalla stampa estera, oltre che da quella italiana – ha detto Antonio Monda, direttore artistico della Festa del Cinema di Roma – La vittoria di questo film mi rende particolarmente felice perché uno degli obiettivi che mi ero prefissato era proporre al pubblico pellicole di qualità provenienti da tutto il mondo: l’industria cinematografica indiana è fra le più avanzate e il film di Pan Nalin uno dei suoi prodotti più stimolanti, energetici e provocatori. Spero che Angry Indian Goddesses arrivi presto nelle sale italiane e possa godere dello stesso successo ottenuto alla Festa del Cinema”.
 
La trama del film
Frieda, una fotografa di moda, raduna le sue più care amiche a Goa per un annuncio sorprendente: si sta per sposare! Inizia così un addio al nubilato che dura una settimana intera durante il quale le ragazze mettono alla prova il loro legame fra rotture, ricongiungimenti, sesso, passione, paura. Tra divertimento e frenesia emergono segreti e tensioni. Ben presto gli eventi prendono una piega diversa. E molto drammatica.
 
Le note di regia
Erano anni che avevo voglia di fare un film con donne indiane anticonformiste nei ruoli principali. Il 96% dei film prodotti in India relega scandalosamente la donna ad accessorio, ornamento, amante, oppure madre o sorella che l’eroe o il fratello maggiore devono proteggere. In alternativa è la donna alla moda e famosa del momento. La sua guida maschile deve avere una pistola e una controparte femminile ma i film si rivolgono principalmente a un pubblico maschile e devono essere ad alto tasso di testosterone. I ruoli femminili sono sempre resi seducenti e c’è sempre una danza o una canzone, ma non è certamente quel genere di fascino che nobilita la donna e il film resta roba da uomini. Che sia d’azione, romantico o thriller, l’uomo deve dominare per tutto il tempo sullo schermo e sedurre le donne. Perfino nei recenti film di Bollywood sull’amicizia il testosterone maschile prende il sopravvento, come se le donne non fossero capaci di stringere legami. Da regista che ama le donne e tutto ciò che è femminile, ho preso atto della lotta delle donne indiane per la parità tra i sessi, il rispetto e la dignità e ho usato il loro impeto come ispirazione per la realizzazione di Angry Indian Goddesses. 
 
La biografia di Pan Nalin
Cineasta autodidatta, nato nella regione del Gujarat, in India, ha raggiunto la fama internazionale nel 2001 con Samsara, gran successo di pubblico e di critica e vincitore di oltre trenta premi. Il suo pluripremiato documentario Ayurveda: Art of Being ha avuto distribuzione internazionale e a oggi resta il film documentario indiano di maggior incasso. Il romantico epico Valley of Flowers, girato in Giappone e in Himalaya, ha vinto il premio per il Miglior Film all’IFFLA di Los Angeles. Il suo ultimo documentario, Faith Connections (2013), è stato presentato al Festival di Toronto e ha vinto il Premio del Pubblico all’IFFLA. Nel 2014 Nalin è entrato nella prestigiosa lista dei “25 indiani residenti nel mondo che hanno fatto l’orgoglio dell’India” pubblicata da The Better India.
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