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SPETTACOLO

Un omaggio al film di Sorrentino

Festival di Sanremo 2014, una scenografia da 'Grande bellezza'

Progettata da Emanuela Trixie Zitkowsky rappresenta solo apparentemente un palazzo del '700 decadente. Ma quali sono state le storiche ambientazioni della manifestazione canora? Ecco le più importanti

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di Laura Squillaci Un palazzo del '700 farà da sfondo alla 64esima edizione del Festival di Sanremo. La nuova scenografia si ispira idealmente al film di Paolo Sorrentino: "La grande bellezza per noi italiani è una necessità, significa dare importanza a ciò che siamo", ha spiegato Fazio. Emanuela Trixie Zitkowsky ha rappresentato un palazzo italiano del '700 "solo apparentemente abbandonato, nel quale ancora abitano armonia, eleganza e ricordi di fasti lontani". Una metafora del Paese. 
 
La storia delle scenografie
La scenografia come i cambi d'abito delle vallette nel corso della serata, sono sempre stati il fiore all’occhiello della kermesse canora. Il Teatro dell'Ariston sul proprio sito internet ripercorre gli sfondi rimasti alla storia. Nel 1951, l'anno della prima edizione, il Festival si svolgeva nel salone delle Feste del Casinò di Sanremo, sede per 25 anni della manifestazione canora. Sul soffitto lampadine colorate, non tutte funzionanti, erano disposte a forma di corona: una decorazione più che una scenografia. I cantanti si esibivano su un palcoscenico addobbato con i classici bouquet di fiori e, nel corso della cena, intrattenevano i giocatori del Casinò. All’epoca il Festival era trasmesso via radio.

1955, Sanremo in tv
Nel 1955 la tv di Stato arriva a Sanremo. Nelle case degli italiani comincia ad apparire la scenografia in bianco e nero, il palco ricco di fiori, le tende luccicanti. Il senso di profondità nella sala veniva dato da pannelli dipinti che rappresentavano scene di attualità. Sul pavimento c'era un grande tappeto con motivi orientali. Sopra il boccascena la scritta Rai.

1957 arriva lo scenografo, nel 1964 la scala centrale
Ma è nel 1957 che viene chiamato per la prima volta uno scenografo ad occuparsi del Festival: si tratta di Lorenzo Musso che arrederà il palco fino al 1976. Sono anni in cui si inizia ad osare: nel 1961 appare sul palco una fontana con zampilli d’acqua, in alto un pergolato a cui erano appesi cestini di fiori. Nel 1963 viene installata una pista che scende a forma di S e che fa da cornice a due palchetti per separare i presentatori dagli artisti. Bisognerà attendere il 1964 per vedere l'esordio al Festival della storica e temutissima scala centrale. 

Gli anni '70, il trasferimento all'Ariston
Arrivano gli anni ’70, gli anni di cambiamento: dal Casinò nel 1977 il Festival si trasferisce al Teatro Ariston, lo spettacolo è a colori, la scenografia rimodernata. Nel 1971 viene introdotto un elaboratore elettronico per raccogliere i dati sulle votazioni. A curare la prima composizione nella nuova ambientazione fu Milos Anelli Monti, pittore, scenografo e restauratore. Nel 1978 fanno il loro esordio all'Ariston i monitor, a curare la scenografia Rino Ceriolo, sanremese, storico e grafico. Gianfranco Ramacci si occupa degli sfondi delle due edizioni successive: nel Festival 1980 per illuminare il palco utilizza ben 11.500 lampadine e nuovi effetti laser.

I palchi anni '80
Arrviano gli anni '80. Nel 1981 e 1982 il palco si trasforma in una discoteca: l'effetto creato da tanti specchi, i pavimenti sono luminosi. Il tutto è firmato dall’Architetto Enzo Somigli che curerà il palco del Festival fino al 1984. Quella del 1987 è la prima scenografia che porta la firma di Gaetano Castelli. Lo scenografo che allestirà il palco per ben 19 volte. L’edizione del 1990 si svolge all’interno del mercato dei fiori in Valle Armea sempre a Sanremo e fu Lamberto Bertacca a dover organizzare la scenografia del Palafiori. Dal 1997 al 2000 arriva Armando Nobili.
 
Dante Ferretti firma il Festival 2006
L’edizione del 2006, condotta da Giorgio Panariello, poco fortunata sul fronte degli ascolti, viene ricordata per una scenografia d’eccezione firmata dal premio Oscar Dante Ferretti: l’ambientazione del Festival è teatrale, nuova rispetto al passato. L’anno successivo torna Pippo Baudo insieme a Michelle Hunziker e insieme a loro Gaetano Castelli che firmerà pure la scenografia del 2008.

L'innovazione 
Il tema dell’edizione 2007 è l’unione tra passato e futuro. Per la prima volta appaiono effetti d’acqua a cascata e fiumi di lava. Una scenografia fatta su misura per ogni cantante: una sceneggiatura per ogni brano. Per quest'edizione, la 15esima per Castelli, 'il mago'  della scenografia crea botole, pedane che si muovono silenziosamente, motori in grado di sollevare oltre 5 mila tonnellate. L'anno successivo sul palco appare un diamante di plexiglass su cui si sono esibiti i cantanti con dinamici effetti di luce. Effetto Broadway, spiega lo stesso Castelli.
 
Pannelli di luce per l'edizione con Bonolis
L'edizione del 2009, quella condotta da Paolo Bonolis, è un tripudio di colori, giochi di prospettiva che rendono la kermesse sempre più sfavillante. Il risultato finale è quello di un effetto rotondità dato da ledwall concavi, alti sette metri, che si muovono creando giochi di immagini e di grafica. Tra le altre novità introdotte da Castelli i due pannelli di luce, quattro metri per tre, sulle pareti laterali al di sopra dell’orchestra con la duplice funzione di arricchire la scenografia e di permettere alle giurie - in galleria - una visione più dettagliata dei cantanti e delle loro esecuzioni.
 
I 60 anni del Festival 
"Un impianto che mi piace definire spaziale,un omaggio ai 60 anni di Festival" spiega Castelli che ha firmato anche l'edizione del 2010, condotta da Antonella Clerici, il cui punto centrale era l'ascensore a vetri. Il 2011 guidato da Gianni Morandi è un anno da ricordare: dal palco scompare la scalinata, croce e delizia del Festival. Gaetano Castelli, affiancato ormai dalla figlia Maria Chiara spiega: "Ho cercato di far incontrare passato e presente e ogni anno è uno spingersi più avanti, senza sentirsi mai arrivati. È questo il mio segreto nel ‘disegnare’ il Festival di Sanremo". Il 2012 è l'ultimo anno per Gaetano Castelli che annuncia il suo ritiro dalle scene. 

La scenografia è donna
Nel 2013 sul palco dell'Ariston torna Fabio Fazio e per la prima volta la scenografia viene progettata da una donna, Francesca Montinaro, che realizza uno sfondo ispirandosi allo stile barocco dei fratelli Bibbiena che si unisce direttamente agli strappi logori di Burri ed ai tagli filosofici di Fontana. E anche quest'anno la scenografia sarà curata da mani femminili, quelle di Emanuela Trixie Zitkowsky.
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