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SALUTE

Processo davanti al Tribunale di Udine il 24 settembre

Fingeva di vaccinare bambini: rinviata a giudizio assistente sanitaria

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L'assistente sanitaria trevigiana sospettata di aver finto la somministrazione dei vaccini ad alcuni bambini, prima nel distretto sanitario del Medio Friuli (Udine) e poi nell'Usl 2 di Treviso, è stata rinviata a giudizio dal gruppo del tribunale di Udine. Il processo comincerà il 24 settembre davanti al tribunale in composizione collegiale.

Il gup del tribunale di Udine Daniele Faleschini Barnaba ha ritenuto "necessario il vaglio dibattimentale per accertare la sussistenza dei reati negli elementi obiettivo e soggettivo e l'attribuibilità degli stessi all'odierna imputata".

Per questi motivi, dopo circa un'ora di camera di consiglio, ha disposto il rinvio a giudizio dell'assistente sanitaria trevigiana per le ipotesi di reato che le sono state contestate dalla Procura: peculato, omissione d'atti d'ufficio e falsità in certificati.

Accuse che l'assistente ha sempre respinto. Nel corso dell'udienza preliminare era stato il pm titolare del fascicolo, Claudia Danelon, a insistere nella richiesta di rinvio a giudizio ritenendo "adeguatamente provati" "non soltanto la materialità delle condotte contestate ma anche l'aspetto soggettivo".

Il pubblico ministero aveva aggiunto "il movente più intimo" che avrebbe spinto l'indagata a fingere le somministrazioni vaccinali "è un aspetto che deve rimanere fuori dall'aula giudiziaria". "Va analizzata invece - aveva sostenuto - la condotta portata avanti in maniera imperterrita, per anni, in due realtà di aziende diverse, in due regioni diverse, in maniera scientifica e chirurgica".

La difesa, con gli avvocati Paolo Salandin e Chiara Pianon, aveva invece richiesto il proscioglimento dell'assistente sanitaria che, hanno ribadito in aula, "non è assolutamente antivaccinista".

Il processo era stato sospeso alla scorsa udienza, il 21 dicembre, in attesa della decisione della Corte di Cassazione - su richiesta della difesa che aveva presentato una istanza specifica - di rimessione del processo ad altro tribunale. Per la difesa, infatti, sussistevano "motivi di legittimo sospetto", per il "clamore mediatico senza precedenti" sviluppatosi intorno alla vicenda e per il "malcontento dei genitori" che, a giudizio dei difensori, avrebbero contribuito a creare un clima tale da "condizionare pesantemente le sorti del processo". Il ricorso è stato respinto ad aprile dagli Ermellini che hanno invece considerato l'imparzialità del giudice e stabilito che il processo poteva essere celebrato a Udine.
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