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ECONOMIA

Rapporto sull'Europa

Fmi: "In Europa rischio contagio da Italia ad economie più deboli"

Confermate le stime del pil dell'Italia a +1,2% nel 2018 e a +1% nel 2019

Lagarde con il premier Conte al G7 in Canada (9/6/2018)
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L'Italia ha registrato un aumento dei rendimenti ai massimi degli ultimi quattro anni alla luce delle difficoltà nella formazione del governo e della definizione delle politiche, ma "per ora le ricadute sugli altri mercati sono state piuttosto contenute". Lo scrive il Fondo Monetario Internazionale nel rapporto regionale sull'Europa precisando che però permane una "consistente incertezza e il contagio da future tensioni potrebbe essere notevole, soprattutto per le economie con i fondamentali macroeconomici più deboli e uno spazio fiscale limitato".

"Ridurre deficit e debito"
Paesi come l'Italia e la Turchia dovrebbero dare la massima priorità a politiche di riduzione del deficit e del debito. È quanto scrivono gli esperti del Fondo Monetario Internazionale nel rapporto sull'Europa pubblicato oggi in cui si sottolinea come i governi europei "dovrebbero approfittare dell'opportunità di una crescita sopra il potenziale e di un basso tasso di disoccupazione per portare avanti politiche che favoriscono la crescita e ridurre gli alti livelli del debito pubblico ricostituendo cuscinetti fiscali in modo da poter far fronte a futuri shock". "I paesi - si osserva più nel dettaglio - dovrebbero dare la priorità a misure che riducono i deficit fiscali verso i target di medio periodo e che abbassano il debito. L'urgenza è particolarmente grande in paesi con vulnerabilità significative, come l'Italia e la Turchia".

"L'espansione dell'Eurozona continua ma aumentano rischi turbolenze"
L'attività economica ha continuato a espandersi nella prima metà del 2018, sebbene con un ritmo più lento del previsto continuando a beneficiare di una solida domanda interna grazie all'aumento dell'occupazione e dei salari, scrivono gli esperti dell'Fmi. E sottolineano come tuttavia "l'ambiente esterno è diventato meno favorevole e il supporto dovrebbe attenuarsi ulteriormente nel 2019 a causa del rallentamento della domanda globale, delle tensioni commerciali e dei maggiori prezzi dell'energia".

Per l'eurozona l'Fmi vede un'espansione al 2% quest'anno (da 2,3%) e all'1,9% nel 2019 (da 2%) mentre si conferma la previsione al ritmo dell'1,7% nel 2020.

"La bilancia dei rischi è ora inclinata al ribasso sia nel breve termine che oltre", si legge nel rapporto. L'escalation delle tensioni commerciali e il possibile abbandono di un sistema di trading multilaterale e basato sul rispetto delle regole potrebbe creare problemi alle catene di approvvigionamento, con un rischio significativo sulla crescita, specialmente se dovesse venire impattata la fiducia come dimostrato dalle tensioni dei mercati a fronte della minaccia di tariffe americane sull'importazioni di auto.    

Confermate le stime del pil dell'Italia a +1,2% nel 2018 e a +1% nel 2019

Il Fondo Monetario Internazionale ha confermato oggi le stime di crescita per l'Italia già pubblicate a ottobre e che erano state ridotte rispetto alle proiezioni di aprile. Nello specifico il Fmi prevede una crescita all'1,2% nel 2018 (dall'1,5% delle previsioni di aprile) e all'1% per il 2019 (da 1,1%). Confermata allo 0,9% la crescita prevista per il 2020.

Per il 2019 il Governo prevede invece una crescita dell'1,5% grazie alle misure di stimolo messe in campo con la legge di bilancio.

Il Fmi ha abbassato anche le stime di crescita dell'Eurozona al 2% quest'anno (da 2,3%) e all'1,9% nel 2019 (da 2%) mentre ha confermato la stima di un'espansione al ritmo dell'1,7% nel 2020.
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