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ITALIA

Milano

Fontana a Pm: "Comi mi diceva 'rivolgiti a Caianiello'"

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La scelta rivendicata del suo ex socio di studio per un incarico in Regione "per continuare un rapporto con lui che durava da più di 20 anni", i rapporti "politici" con Gioacchino Caianiello, presunto 'burattinaio' di un sistema di corruzione svelato dalla Dda milanese e "'di fatto'" referente "di Forza Italia a Varese", al quale la stessa coordinatrice, l'europarlamentare Lara Comi, "mi diceva sempre di rivolgermi". E una domanda su una nomina in sanità ritenuta dai pm "in quota Lega". Sono alcuni dei punti toccati dal verbale di interrogatorio, reso una decina di giorni fa dal governatore lombardo Attilio Fontana, accusato di abuso d'ufficio per quel posto assegnato al suo ex socio, Luca Marsico, in un filone della maxi indagine.

Fontana, nel verbale agli atti del Riesame a cui ha fatto ricorso anche il dg di Afol Giuseppe Zingale, racconta che Marsico "era molto amareggiato a seguito della sua mancata rielezione" al Consiglio regionale, che imputava all'opera del 'ras' dei voti Caianiello. Così il governatore, che non voleva che quella "risorsa professionale" andasse dispersa, ne parlò "con Caianiello per verificare se lui avesse qualche idea". Per i pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri, che accusano il 'burattinaio' anche di un'istigazione alla corruzione assieme a Zingale (Fontana è parte offesa), gli sarebbe stato proposto da Caianiello di nominare Zingale ad un incarico regionale in cambio di soldi per Marsico attraverso consulenze. La stessa Lara Comi, tra l'altro, indagata in un'altra tranche per finanziamento illecito, secondo Fontana, "se avevo qualche problema, mi diceva sempre di rivolgermi" a Caianiello.

Quella "proposta", però, ha spiegato il numero uno del Pirellone, "non l'ho neppure presa in considerazione, io avevo già deciso (di nominarlo al Nucleo di valutazione degli investimenti per 11.500 euro all'anno, ndr) ma non l'ho detto chiaramente a Caianiello, ho 'traccheggiato'". Ha chiarito di non averla percepita come "corruttiva" e ha riferito di aver parlato della "questione" del collocamento di Marsico anche col governatore ligure Giovanni Toti: "Forse Toti mi disse che se Marsico aveva bisogno magari poteva rivolgersi a lui". I pm hanno contestato a Fontana quella nomina 'di parte' malgrado ci fosse stato un avviso pubblico, mentre lui la ritiene "fiduciaria". E agli inquirenti che gli hanno chiesto se avesse già pensato di nominare Marsico anche prima dell'avviso pubblico, Fontana ha risposto: "E' possibile". Giulia Martinelli, ex compagna di Matteo Salvini e capo segreteria del governatore, ha messo a verbale che il giorno prima della pubblicazione dell'avviso, il 27 giugno scorso, in una riunione Fontana disse "di contattare Marsico" per fare la domanda. "Non ne ho un ricordo preciso - ha spiegato il presidente - ma se lo hanno detto la Martinelli e la Scaccabarozzi (altra dipendente regionale che ha parlato anche di un "elenco di nomi", ndr) sarà stato certamente vero". E ancora sulla nomina: "Se avessi avuto il sospetto che la mia partecipazione alla delibera non fosse legittima mi sarei astenuto".

Ai pm che hanno chiesto perché si rivolgesse a Caianiello per risolvere il problema Marsico, ha risposto: "Quando sono entrato a fare il Presidente della Regione sapevo poco dei meccanismi regionali ed è per questo che mi sono rivolto a Caianiello". Gli inquirenti hanno dedicato una parte dell'interrogatorio anche alla nomina (non contestata) di Alessandro Visconti a dg dell'ospedale Sacco-Fatebenefratelli, chiedendogli se fosse in "quota Lega" e Fontana ha spiegato che venne confermato in quel posto per le sue "capacità". Infine, il capitolo di altre consulenze e incarichi affidati a Marsico da Fnm, controllata della Regione e presieduta da Andrea Gibelli, definito dallo stesso Fontana "in quota Lega".
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