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MONDO

Il ministro degli Interni Bazoum a Rainews: "Inconcepibile"

Fonti governo: i preparativi per la missione militare in Niger proseguono

Nessun ripensamento, tutto va avanti "sulla base delle richieste avanzate dalle autorità di governo di Niamey"

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Nessuna variazione al momento per la missione italiana in Niger. "La preparazione della missione militare in Niger prosegue come previsto, in base agli accordi bilaterali, e al momento non c'è stata alcuna comunicazione di un ripensamento", fanno sapere fonti del governo a proposito della notizia delle contrarietà all'interno del governo nigerino all'invio dei soldati italiani - 470 al massimo entro fine anno - con compiti essenzialmente di addestramento. 

"Sul posto sono già presenti una quarantina di militari italiani, un nucleo di ricognizione e collegamento, che da tempo hanno preso contatto con le autorità locali e stanno preparando il terreno alla missione", spiegano le fonti. "Il primo modulo addestrativo di un centinaio di uomini è previsto che raggiunga il Niger a giugno: noi siamo pronti ma, per schierare i militari sul campo, aspettiamo ovviamente il via libera del governo nigerino".

Missione chiesta dal governo nigerino
Tutto va dunque avanti "sulla base delle richieste avanzate dalle autorità di governo di Niamey", spiegano le fonti dopo il 'no' all'invio di nostri soldati pronunciato dal ministro dell'Interno nigerino Bazoum intervistato da Rainews24. Lo scopo della missione - ricordano le stesse fonti - sarà di rispondere  alle esigenze di sicurezza del Niger con attività addestrative e di sviluppo delle capacità delle forze di sicurezza locali", in funzione, essenzialmente, di contrasto al  traffico di migranti e al terrorismo internazionale.

Il sì del Parlamento italiano
La missione di sostegno è stata approvata dal Parlamento italiano sulla base dell'accordo per lo sviluppo della cooperazione bilaterale nel campo della sicurezza, siglato lo scorso 26 settembre, e di "successive, specifiche richieste" da parte del governo del Niger. Secondo alcuni analisti l'opposizione di alcuni ministri locali potrebbe anche essere letta come il risultato di lotte interne, di posizionamento politico e, magari, di sollecitazioni estere.

L'intervista a Rainews
La contrarietà alla missione è stata espressa dal ministro dell'Interno, Mohamed Bazoum, che - parlando con l'inviato di Rainews Ilario Piagnerelli - ha definito "inconcepibile" la missione, aggiungendo che non ci sono mai stati contatti tra i due Paesi al riguardo. 



Le lettere del governo del Niger al ministro Pinotti
Tuttavia, sottolineano le fonti, la missione in Niger è stata concepita ed ha preso forma proprio perché richiesta da quel Paese e il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha due lettere firmate dal suo collega Kalla Moutari, che ha anche incontrato a Roma, in cui si chiede formalmente al nostro Paese cooperazione per l'addestramento e il controllo dei confini. Quella in Niger, crocevia del traffico di migranti che raggiungono la Libia, "non è una missione combat, ma di addestramento", ha spiegato nei giorni scorsi il ministro della Difesa. "Non pensiamo di mettere i nostri militari a fare da sentinelle ai confini di quel Paese, ma li aiuteremo ad essere capaci di controllarli". 
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