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MONDO

Nuove proteste in Francia

Hollande, su riforma del lavoro non torno indietro

I sindacati puntano a rilanciare il movimento di contestazione, con 55mila persone in piazza la scorsa settimana secondo la polizia contro le 390mila (1,2 milioni secondo gli organizzatori) del 31 marzo

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Il presidente Francois Hollande giura che non si piegherà rinunciando alla riforma del lavoro, ma intanto oggi si apre una nuova settimana di passione per il governo francese, alle prese da due mesi con le proteste contro la "loi travail". Gli autotrasportatori inaugurano oggi la settimana di scioperi di vari settori, accompagnati da nuove manifestazioni di piazza.

Sette sindacati hanno indetto due giornate di mobilitazione oggi e giovedì, la sesta e la settima in meno di due mesi contro il testo della ministra del Lavoro Myriam El Khomri, ritenuto un regalo alle imprese. "Quando non si viene ascoltati, bisogna tentare di farsi ascoltare" ha detto il numero uno del sindacato di sinistra Cgt Philippe Martinez, aggiungendo che il suo sindacato "è in sintonia con l'opinione pubblica".

Stamani Hollande, intervistato dalla radio Europe 1, ha detto che sulla riforma del lavoro non cederà e che il governo userà il pugno di ferro contro chi si infiltra nelle manifestazioni per scontrarsi con la polizia. Il governo la settimana scorsa ha superato una mozione di sfiducia all'Assemblea nazionale sul testo, passato senza voto con un escamotage costituzionale. Il disegno di legge stabilisce che gli accordi aziendali hanno la prevalenza su quelli di categoria è questo ha scatenato l'ira dei sindacati. Gli autotrasportatori temono anche un calo dei salari, perchè il testo offre la possibilità di ridurre il pagamento degli straordinari sulla base di accordi aziendali.

A un mese dagli europei di calcio in Francia, scioperano da domani anche le ferrovie, dove rivendicazioni interne si sommano alla protesta sulla "loi travail", gli scaricatori dei porti, i marittimi e i dipendenti degli aeroporti di Parigi. Giovedì atteso il caos negli aeroporti per lo sciopero dei controllori di volo.

La protesta si vedrà anche nelle piazze, con cortei oggi a Parigi e in altre grandi città. I sindacati puntano a rilanciare il movimento di contestazione, con 55mila persone in piazza la scorsa settimana secondo la polizia contro le 390mila (1,2 milioni secondo gli organizzatori) del 31 marzo. Approfittando dei tempi lenti parlamentari: a giugno la "loi travail" approda in Senato per poi effettuare una nuova staffetta con l'Assemblea nazionale ed entrare in vigore a luglio.

A sottolineare il clima teso vari oppositori e un fotogiornalista hanno ricevuto divieti individuali di manifestare dalla prefettura di Parigi. Una scelta condannata dal sindacato di giornalisti e dai militanti "antifascisti" e mirata a evitare gli scontri che hanno causato numerosi feriti tra i manifestanti e le forze di polizia le scorse settimana.  Se c'è chi parla di "violenze della polizia", un liceale a Nantes è finito sotto processo per "tentato omicidio " di un agente, aggredito il 3
maggio. E il 12 maggio i "casseur" hanno attaccato il servizi d'ordine del sindacato. Secondo un sondaggio BVA per Orange oltre la metà dei francesi si oppone alla "loi travail" e oltre due terzi vogliono che il governo modifichi il testo.
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