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MONDO

Francia, così Macron vuole riformare le ferrovie di Stato

Vediamo in cosa consiste il piano messo a punto dal governo francese, un cocktail di misure senza precedenti che non piace ai sindacati

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Entro l'estate il governo francese vuole riformare radicalmente il settore ferroviario, cambiando la Sncf (Société Nationale des Chemins de fer Francais), la societa' ferroviaria equivalente della nostra Fs, con un cocktail di misure senza precedenti da portare avanti con la concertazione, in Parlamento, ma anche con l'uso dei poteri decisionali dell'esecutivo. Il piano non piace ai sindacati che hanno proclamato una serie di scioperi contro la riforma del presidente, Emmanuel Macron.

Questi i punti principali della riforma:
- LA STRUTTURA DELLA SNCF
Attualmente Sncf e' composta da tre divisioni industriali e commerciali: Sncf (gestione), Sncf Mobilite's (treni) e Sncf Re'seau (rotaie). Il governo intende trasformarla in una "societa' statale, quotata in Borsa" - i cui titoli tuttavia non sarebbero assegnabili - e piu' integrata. Lo statuto attuale assicura una garanzia pressoche' illimitata dello Stato, oggi considerata incompatibile con l'apertura alla concorrenza, che ha portato a un debito fuori controllo. Il modello su cui puntare e' quello della Deutsche Bahn tedesca, che piace anche alle autorita' europee: una holding che supervisiona i diversi settori dedicati alle varie attivita'. Ancora incerto il destino delle stazioni: insieme ai treni, come e' attualmente, in Sncf Mobilites, o collegate a Sncf Reseau o autonome? E' un nodo da sciogliere.

- IL PROBLEMA DEL DEBITO
Il debito di Sncf Reseau ammontava a 46,6 miliardi di euro alla fine del 2017 e si prevede che superera' i 62 miliardi nel 2026. Sul suo rientro di tutto o parte, in gran parte causato dalla costruzione delle linee ad alta velocita', il premier Edouard Philippe e' rimasto molto vago: "Lo Stato assumera' la sua parte di responsabilita' entro la fine del quinquennio per garantire la redditivita' economica del sistema", ma nel frattempo si chiede a Sncf di diventare piu' efficiente.

- LE DATE DELL'APERTURA ALLA CONCORRENZA
L'argomento e' parte delle discussioni in corso, ma il ministro dei Trasporti, Elisabeth Borne, ha presentato venerdi' scorso il calendario per l'apertura graduale alla concorrenza. Inizialmente, solo le regioni saranno interessate, ad eccezione dell'Ile-de-France. Potranno organizzare gare d'appalto a partire dal dicembre 2019, ma continueranno anche ad aggiudicare i contratti direttamente alla Sncf fino alla fine del 2023, con durata massima di 10 anni. L'apertura sara' estesa ai Tgv da dicembre 2020. Nell'Ile-de-France, IDF Mobilite's avra' la stessa scelta per le nuove linee create tra il 2019 e il 2023. Le altre linee, esclusa la Rer (Rete espressa regionale), potranno essere aperte gradualmente tra il 2023 e il 2033. La Rer entrera' in concorrenza anche piu' tardi, dal 2033 (linee C, D ed E) e dal 2039 (A e B).

- I TERMINI DI APERTURA ALLA CONCORRENZA
La concertazione dovra' definire le condizioni alle quali i lavoratori delle ferrovie si trasferiranno da una compagnia all'altra. Venerdi' scorso, Borne ha dichiarato che i dipendenti beneficeranno di una "portabilita' dei diritti", senza limiti di durata. Manterranno il loro livello di remunerazione, nonche' il piano pensionistico speciale e la garanzia di impiego per i dipendenti che sono stati assunti dallo Stato. Altre condizioni, come l'orario di lavoro, le assicurazioni sanitarie collegate saranno coperte da accordi specifici.

- LA FINE DELLO STATO DELLA FERROVIA
Secondo il Governo tra le rigidita' che ostacolano lo sviluppo di Sncf e' lo status dei ferrovieri. Particolarmente protettivo, ma altrettanto rigido, rappresenterebbe il 30% dei costi aggiuntivi rispetto ai suoi concorrenti. Attualmente riguarda 131.000 persone su 147.000 dipendenti della SNCF. Il governo vuole eliminare gradualmente questa situazione. A partire da una data che resta ancora da specificare, i nuovi lavoratori saranno assunti in un quadro contrattuale che resta ancora da definire.

- L'ORGANIZZAZIONE INTERNA DELLA SNCF
Il governo chiede alla Sncf di essere piu' efficiente. I manager del gruppo dovranno presentare prima dell'estate un "progetto strategico", in particolare per "allineare i costi agli standard europei".

Il numero uno della Sncf, Guillaume Pepy, ha detto di aver pianificato di negoziare con le sue truppe un "patto aziendale", come per La Poste. Pepy intende investire in formazione e tecnologia digitale, vuole lavori meno rigidi e compartimentati, un'organizzazione del lavoro piu' flessibile, soprattutto a livello locale, una maggiore produttivita' industriale, un dialogo sociale piu' decentralizzato. In definitiva, il risultato di tutte queste azioni portera' a una riduzione costi.
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