MONDO

Terrore in Spagna

Furgone travolge la folla sulla Rambla a Barcellona: 13 morti, oltre 100 feriti

Confermati due arresti, ma tra loro non c'è l'uomo alla guida del van, che è ancora in fuga. Il sospettato ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia era invece estraneo all'attentato. La Farnesina: c'è il rischio di italiani coinvolti. L'Isis rivendica

Condividi
Attentato terroristico a Barcellona, in Spagna. Un furgone ha travolto decine di persone che affollavano la Rambla di Catalunya, nel centro della città. 

Confermati 13 morti. Isolata la zona
Il governo catalano ha confermato il bilancio diffuso dai media spagnoli: i morti sono 13, oltre 100 i feriti: 15 sono gravi. Tra le vittime ci sono una donna belga e 3 tedeschi. La polizia, che ha circondato e isolato la zona, invita cittadini e turisti a evitare l'area. Chiusa la stazione della metropolitana della vicina Plaça Catalunya. Molti negozi hanno abbassato le saracinesche con i clienti all'interno, fatti uscire solo dopo alcune ore. Migliaia di turisti sono rimasti chiusi per ore negli hotel. 

Farnesina: rischio di italiani coinvolti. Attivato numero di emergenza 
C'è il rischio che alcuni italiani possano essere rimasti coinvolti nell'attentato, si apprende da fonti del ministero degli Esteri. Secondo fonti di stampa, si teme per la sorte di un 35enne di Legnano. Personale dell'Unità di Crisi è in partenza col primo volo disponibile per Barcellona per dare il massimo supporto ai connazionali in città. Per richieste di informazioni, è attivo il seguente numero del Consolato Generale d'Italia a Barcellona: 0034 934 677 306

L'Isis rivendica l'attacco 
L'Isis ha rivendicato l'attentato attraverso la sua 'agenzia' Amaq, definendo gli attentatori "soldati dello Stato islamico". Lo riferisce il Site, il sito Usa di monitoraggio dell'estremismo islamico sul web, pubblicando un'immagine della rivendicazione in arabo. 

Governo Catalogna: stiamo identificando le vittime. Tre giorni di lutto
Le autorità stanno lavorando "per identificare le vittime ed i feriti", ha dichiarato il ministro dell'Interno della Generalitat (regione) catalana, Joaquim Forn. Tra morti e feriti, ha spiegato, "ci sono diverse nazionalità". Proclamati 3 giorni di lutto in Catalogna. Molte persone stanno intanto rispondendo agli appelli urgenti per donare sangue.

Confermati 2 arresti. Ma non c'è l'attentatore
Il conducente del furgone, armato, è fuggito. La polizia ha smentito che l'uomo si fosse barricato in un ristorante turco presso il mercato della Boqueria, sulla Rambla. La polizia catalana conferma invece in conferenza stampa di avere effettuato due arresti, precisando che uno dei due è marocchino e l'altro è nato a Melilla. Uno è stato arrestato ad Alcanar e l'altro a Ripoll, ha spiegato il maggiore Josep Lluís Trapero dei Mossos d'Esquadra. Ma nessuno dei due era alla guida del furgone. E l'uomo ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia dopo aver forzato un posto di blocco a Sant Just Desvern, una decina di chilometri a ovest di Barcellona, era estraneo all'attentato. 

Il furgone andava a 80 km orari, una corsa di 600 metri 
Il van che ha travolto i pedoni sulla Rambla procedeva a una velocità di 80 km orari e ha percorso circa 600 metri prima di fermare la propria corsa. Il mezzo era arrivato sulla passeggiata della città catalana da via Pelai e si è fermato nell'area del Teatro Liceo. Secondo diversi testimoni, l'autista cercava di investire più pedoni possibile, procedendo a zig zag. 

La Vanguardia: presunto attentatore denuncia furto di identità
Secondo La Vanguardia un uomo si è presentato alla polizia catalana come Driss Oukabir, il sospetto terrorista tra gli autori dell'attacco, e ha denunciato il furto dei propri documenti. L'uomo avrebbe spiegato agli agenti che, vedendo la sua fotografia sui media, ha capito cosa fosse successo ed è andato a denunciare il furto di identità alla polizia. Il van utilizzato nell'attentato sarebbe stato dunque affittato da qualcuno che si è spacciato per Driss Oukabir a Santa Perpetua de la Mogada. Il sindaco ha raccontato a La Vanguardia che la polizia nutre sospetti adesso sul fratello più piccolo di Driss, Moussa, diciottenne e residente a Barcellona, che avrebbe rubato i documenti al primo.

Trovato secondo furgone
La polizia ha trovato a Vic, nella regione di Barcellona, un secondo furgone che l'autore dell'attentato e un suo sospetto complice avevano noleggiato per la fuga. Il primo era un furgone Fiat bianco con cui il terrorista si è scagliato sulla folla nella zona pedonale della Rambla all'altezza di Piazza Catalunya. Lo riferisce la rete catalana Tv3 citando fonti della polizia.

El Periodico: la Cia aveva lanciato un'allerta 2 mesi fa
La Cia aveva allertato i Mossos, la polizia catalana, due mesi fa sulla possibilità che Barcellona, e in particolare la Rambla, potesse essere lo scenario di un attentato terrorista come quello di oggi. Lo riferisce il quotidiano spagnolo El Periodico.
La testimonianza di un'italiana
"Io ero in un negozio, le altre 4 persone che erano con me si sono trovate dietro il furgone che andava addosso alla gente nella zona pedonale. La folla correva". Lo racconta all'ANSA Chiara, una ragazza italiana testimone dell'attentato e che ha trovato rifugio in un negozio della Rambla. "Adesso non ci fanno uscire, sentiamo che fuori c'è la polizia, ma da qui non vediamo niente. Ci stanno portando al piano inferiore del negozio". 

Un altro testimone: ho visto persone a terra 
"Ho visto almeno tre o quattro persone a terra, un poliziotto con una persona in braccio e tutti che correvano, urlavano, piangevano": questa la testimonianza di Luca Terracciano, uno studente italiano che vive a Barcellona e che ha visto di persona quanto successo sulla Rambla. "Io arrivavo in bici da un vicolo laterale e quando sono giunto sulla Rambla ho visto questa scena di terrore", ha aggiunto. 

Re Felipe VI: tutta la Spagna è Barcellona
Il re di Spagna, Felipe VI, ha condannato l'attentato di Barcellona definendo gli autori "assassini, semplicemente criminali che non riusciranno a terrorizzarci. Tutta la Spagna è Barcellona. Le Ramblas torneranno ad essere di tutti".

Il premier Rajoy vola a Barcellona. Appello all'unità
Mariano Rajoy è giunto a Barcellona, per partecipare a un vertice antiterrorismo. Lo ha annunciato lo stesso premier spagnolo in un tweet in cui scrive: "Massimo coordinamento per arrestare i responsabili, rafforzare la sicurezza e occuparsi di tutte le persone coinvolte. Unità". Rajoy ha anche proclamato il lutto nazionale in Spagna per 3 giorni.

Minniti convoca riunione straordinaria Comitato Antiterrorismo
Il ministro dell'Interno, Marco Minniti, dopo i tragici fatti di Barcellona, ha convocato una riunione straordinaria del Comitato Di Analisi Strategica Antiterrorismo (CASA) per venerdì 18 agosto alle 11.00 al Viminale, alla presenza dei vertici delle Forze di Polizia e dei Servizi di Intelligence. 

Il tweet del premier Gentiloni

Alfano: al lavoro per assistere italiani in città 

La solidarietà del presidente dell'Europarlamento, Tajani

Condividi