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ECONOMIA

Vertice di Buenos Aires

G20: allarme sui dazi. E' a rischio la crescita globale

Per il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan non ci sono vincitori in una guerra commerciale. Per il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, gli Usa non hanno paura di una guerra commerciale

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di Tiziana Di Giovannandrea Il Gruppo dei 20, a tre giorni dall'entrata in vigore delle tasse statunitensi sulle importazioni di acciaio e di alluminio, lancia un allarme sui dazi decisi dall'amministrazione Trump, visti come un serio rischio alla crescita globale.

I ministri delle Finanze e dai banchieri centrali dei paesi industrializzati del G20, al termine del Forum, che si è tenuto a Buenos Aires, esprimono le loro gravi preoccupazioni per "le tensioni economiche e geopolitiche" legate alle misure protezionistiche ed il monito riguarda sia gli Stati Uniti che la Cina che l'Europa.
La nota emanata dal G20 è il risultato di negoziazioni tra ministri per affrontare il problema delle tensioni provocate dalle tasse doganali Usa, che stanno per scattare, sulle importazioni di acciaio (25%) e di alluminio (10%)  e dalla sovraccapacità produttiva della Cina. 

"Abbiamo discusso dei principali rischi per le prospettive (di crescita), tra cui le vulnerabilità che potrebbero essere il risultato di un inasprimento delle condizioni finanziarie più rapido delle tensioni economiche e geopolitiche".  "Il commercio internazionale e gli investimenti sono motori importanti di crescita, produttività', innovazione, creazione di posti di lavoro e sviluppo", scrivono i partecipanti al consesso riaffermando le conclusioni raggiunte al vertice di Amburgo. "Riconosciamo la necessità di un ulteriore dialogo e azioni - sottolineano i ministri e i banchieri centrali del G20 - stiamo lavorando per rafforzare il contributo del commercio alle nostre economie".

"C'è un comune sentire: non ci sono vincitori in una guerra commerciale", ha messo in guardia il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, a margine dei lavori, dichiarandosi ottimista sulla possibilità di trovare una soluzione alle tensioni sui dazi. "Stati Uniti, Europa, Cina e gli altri grandi", ha sottolineato in un'intervista a Bloomberg, "devono evitare di intraprendere passi che possano indebolire il sistema commerciale mondiale". L'Europa, ha concluso il ministro, "parla con una voce sola: vuole evitare qualsiasi frizione e trovare una soluzione". 

La guerra commerciale "non è il nostro obiettivo ma non ne abbiamo paura". E' quanto ha affermato il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, al termine dei lavori del G20. "Dobbiamo essere pronti a intervenire nell'interesse degli Stati Uniti per difendere un commercio equo e libero che sia reciproco", ha detto Mnuchin.  

Per il G20 anche una veloce stretta monetaria rappresenta un rischio per la crescita globale. L'avvertimento è arrivato nel momento in cui la Fed dovrebbe alzare i tassi di interesse di un quarto di punto. Il G20 inoltre si impegna ad astenersi da svalutazioni competitive dei tassi di cambio. Il G20 poi, per la prima volta, fa riferimento ai cripto asset: ''a un certo punto potrebbero avere implicazioni finanziarie''.  Per i ministri finanziari ed i governatori delle banche centrali i cripto asset sollevano problemi sia sull'evasione fiscale che il riciclaggio di denaro.  
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