POLITICA

Movimento 5 stelle

Genova, Marika Cassimatis querela Grillo e Di Battista per diffamazione

Sabato Cassimatis annuncerà la data e il luogo della conferenza stampa in cui illustrerà i contenuti e le motivazioni della querela

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Il caso Genova finisce nelle aule dei tribunali. Marika Cassimatis, l'ex candidata sindaco di Genova per il Movimento 5 stelle, votata dagli attivisti e poi sconfessata da Beppe Grillo che le ha ritirato il simbolo, ha presentato querela per diffamazione nei confronti del garante del movimento e del deputato M5s Alessandro Di Battista.

La querela è stata depositata oggi in Procura a Genova.

L'ipotesi di diffamazione riguarderebbe i contenuti di quanto lo stesso Grillo ha scritto sul suo blog il 17 marzo accusando Cassimatis e i candidati della sua lista di aver "ripetutamente e continuativamente danneggiato l'immagine del MoVimento 5 Stelle, dileggiando, attaccando e denigrando i portavoce e altri iscritti, condividendo pubblicamente i contenuti e la linea dei fuoriusciti dal MoVimento 5 Stelle; appoggiandone le scelte anche dopo che si sono tenuti la poltrona senza dimettersi e hanno formato nuovi soggetti politici vicini ai partiti".  

Lesive per Cassimatis sarebbero anche alcune dichiarazioni rilasciate da Alessandro Di Battista che per esempio in un'intervista video al Corriere della sera aveva dichiarato che "Ci sono persone non in linea con la nostra lotta" e "piuttosto che correre il rischio di ritrovarseli nel gruppo misto qualche settimana dopo si prende questa decisione".

La "sconfessione" da parte di Grillo
"In qualità di garante del MoVimento 5 Stelle ho deciso di non concedere l'utilizzo del simbolo alla lista di Genova con candidata sindaco Marika Cassimatis", aveva annunciato sul suo blog Beppe Grillo. "Dopo l'esito delle votazioni di martedì, infatti mi è stato segnalato, con tanto di documentazione, che molti, non tutti, dei 28 componenti di questa lista, incluso la candidata sindaco, hanno tenuto comportamenti contrari ai principi del MoVimento 5 Stelle prima, durante e dopo le selezioni online del 14 marzo 2017. In particolare hanno ripetutamente e continuativamente danneggiato l'immagine del MoVimento 5 Stelle, dileggiando, attaccando e denigrando i portavoce e altri iscritti, condividendo pubblicamente i contenuti e la linea dei fuoriusciti dal MoVimento 5 Stelle; appoggiandone le scelte anche dopo che si sono tenuti la poltrona senza dimettersi e hanno formato nuovi soggetti politici vicini ai partiti". "Questa decisione è irrevocabile", aggiungeva il leader 5 Stelle, che aggiunge: "Non possiamo permetterci di candidare persone su cui non siamo sicuri al 100%"
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