POLITICA

Dopo la decisione del tribunale

Genova,comunarie M5S, Cassimatis:"Ho vinto, Grillo mi incontri". Grillo:"Non è e non sarà candidata"

Annullate le due decisioni con cui la docente di geografia veniva esclusa dal partito e con cui Luca Pirondini, attuale candidato sindaco, è stato scelto per correre alle elezioni col simbolo del Movimento. Grillo sul suo blog ribadisce che la Cassimatis non sarà candidata M5S

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"Sì, abbiamo vinto". Lo dice Marika Cassimatis in un post su Facebook, confermando la decisione del tribunale di Genova, che nel caso del ricorso contro Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle, ha deciso di dare ragione alla vincitrice delle comunarie per la scelta del candidato sindaco a Genova: annullate, dunque, le due decisioni con cui la docente di geografia veniva esclusa dal partito. Il giudice ha sospeso anche il 'ripescaggio' della lista di Luca Pirondini, scelto per correre alle elezioni col simbolo del Movimento. Il tribunale civile ha dunque accolto tutto il ricorso d'urgenza. "Questa è una vittoria politica, non solo legale. E' la vittoria del rispetto delle regole, della democrazia, della legalità e della trasparenza su cui il Movimento fonda la sua esistenza", ha detto Cassimatis.

"Se il Movimento propone democrazia, legalità e trasparenza e non gestisce al suo interno in modo democratico e secondo le regole che si è dato la selezione dei candidati... Qualcuno può farsi delle domande"."Da qui in avanti non so cosa succederà, hanno accolto tutto, siamo molto contenti tutti, anche i candidati consiglieri" - aggiunge Cassimatis - Spero che ci sia un incontro di chiarimento con lo staff e con Beppe Grillo". 



Grillo: "Cassimatis non è e non sarà candidata"
"Marika Cassimatis è stata sospesa e la votazione del 14 marzo è stata annullata, pertanto la stessa non è né sarà candidata con il MoVimento 5 Stelle a Genova alle elezioni dell'11 giugno". Così il M5s sul blog di Beppe Grillo in cui si commenta la sentenza del Tribunale di Genova. "Non possiamo non rilevare come in nessun passo della predetta sentenza si sostenga che la Cassimatis è la candidata sindaco del MoVimento 5 Stelle, come lei ha affermato".

Legale Cassimatis: Grillo potrebbe non concedere il simbolo
"Un candidato c'è ed è Marika Cassimatis. Il Movimento, se non la candidasse, dovrebbe boicottare una decisione del giudice". E' quanto sostiene l'avvocato Lorenzo Borrè che assiste la professoressa 'scomunicata' da Beppe Grillo. "Ho comunicato questa mattina a Cassimatis la decisione del giudice - ha detto Borrè - e mi ha risposto dicendomi "Evviva", era a lezione. Il presidente ha comunque accolto tutte le nostre richieste facendo proprie le nostre argomentazioni".

Formalmente Cassimatis è in corsa per le comunali a Genova, ma Grillo potrebbe impedirle di usare il simbolo M5s, perchéla titolarità è di un movimento diverso dal MoVimento che ha espulso la professoressa: il simbolo è di una associazione registrata da Grillo nel 2012, dal commercialista Andrea Nadasi e dal nipote di Grillo, l'avvocato Enrico Grillo. Grillo però guida entrambi.

Il giudice: Grillo non ha diritto ultima parola...
Il giudice del tribunale di Genova, Roberto Braccialini, nell'ordinanza in cui accoglie il ricorso presentato da Marika Cassimatis contro Grillo e il M5S, scrive che "tenendo presente la complessa architettura decisionale, si può dire quindi che la cifra democratica del Movimento 5 Stelle è costituita dal fatto che le sue regole statutarie si preoccupano di raggiungere un punto di equilibrio tra il momento assemblea/movimentista e l'istanza dirigista che viene riconosciuta e associata a figura di particolare carisma e peso politico per il Movimento, come Beppe Grillo, il quale in seno a tale organizzazione politica cumula in modo non seriamente contestabile la qualità di capo politico come da Regolamento e di Garante del Movimento, come da Codice Etico". Ma il giudice sottolinea che "al Capo politico è riconosciuto un ruolo di indirizzo e impulso particolarmente penetrante che però, proprio nella specifica materia della selezione delle candidature, non si identifica nel "diritto di ultima parola", ruolo che, sottolinea Braccialini nell'ordinanza, viene ricoperto da "deliberazioni/votazioni assunte dalle assemblee telematiche che il capo politico può convocare".

In conclusione il giudice afferma che "si confida che le apprezzabili regole statutarie più volte richiamate, sottolineate ed apprezzate vengano assunte a stella polare degli organi associativi del M5S, quale riferimento obbligato ed accorto per la soluzione del nodo decisionale e politico posto dal deliberato genovese". Braccialini ha sospeso "l'efficacia della decisione assunta il 14 marzo da Grillo di escludere la lista Cassimatis dal percorso selettivo interno e dal procedimento elettorale relativo al rinnovo del consiglio comunale e all'elezione del sindaco di Genova" e "l'efficacia della deliberazione/votazione del 17 marzo con cui l'assemblea in rete degli iscritti certificati ha deciso la presentazione di Pirondini come candidato sindaco e la presentazione della lista dei nominativi ad esso collegata per i candidati consiglieri comunali".
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