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ECONOMIA

Consiglio dei ministri

Gentiloni e Padoan annunciano uno 'scudo' di 20 miliardi per le banche

Il governo chiede al Parlamento l'autorizzazione ad aumentare l'indebitamento per fare eventualmente fronte a necessità del comparto del credito. Domani l'esame della Camera

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L'Aula della Camera esaminerà domani dalle 9 alle 12 la relazione del Governo al Parlamento che autorizza il governo a ricorrere ad un indebitamento fino a 20 miliardi" al fine di salvaguardare il risparmio. Lo ha deciso la conferenza dei Capigruppo di Montecitorio. E' richiesta la maggioranza assoluta.

L'esame del testo in commissione Bilancio avrà inizio dalle 19 di questa sera alla presenza del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Uno 'scudo' di 20 miliardi di euro da usare 'a scopo precauzionale' per intervenire nelle banche e salvare i risparmiatori e che il governo possa usare nel caso di fallimento dell'aumento di capitale di Mps ma non solo. Ieri il Consiglio dei ministri, in una riunione lampo, ha autorizzato il governo a chiedere al Parlamento lautorizzazione a aumentare l'indebitamento per fare eventualmente fronte a necessità del comparto del credito.  

La misura, se attivata, come hanno spiegato il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, avrà un impatto sul debito pubblico e non sul deficit e sarà quindi "one-off, temporaneo, non impattando sull'aggiustamento strutturale". I 20 miliardi in particolare serviranno a due fini, "una garanzia di liquidità per ripristinare la capacità di finanziamento a medio e lungo termine" e "per un programma di rafforzamento patrimoniale" nel rispetto delle regole Ue.  

La speranza dell'esecutivo resta che il mercato, di piccoli e grandi investitori, creda al piano Mps e aderisca in massa alla conversione dei bond e all'aumento consentendo così un intervento 'minimo' dello stato, ma il governo si prepara al peggio con un decreto che metta in sicurezza la banca senese (e in prospettiva anche le altre) con una 'ricapitalizzazione preventiva' secondo le regole Ue. Se poi i risultati definitivi certificheranno giovedì pomeriggio un fallimento dell'offerta allora il governo potrebbe già nella stessa giornata riunire a tal scopo il Consiglio dei ministri, altrimenti previsto per venerdì, e varare il decreto.  

Certo la ricapitalizzazione preventiva, che va ricordato è misura per evitare il ben più pesante bail in, è comunque una mossa non priva di sacrifici per i risparmiatori (si avrebbe una conversione dei bond obbligatoria e penalizzante) e di ostacoli politici. I 15 miliardi di euro di fondi da disporre in bilancio (non per la sola Mps ma potenzialmente anche per gli altri istituti in crisi, più garanzie sulla liquidità) proprio perchè aumentano il debito e il deficit, seppure questo per un solo anno 'una tantum', devono essere approvati dal Parlamento con maggioranza assoluta. In termini generali non si tratta di una grande somma considerando il pil italiano (è meno dell'1%). Tuttavia il via libera non è scontato in Senato dove il governo deve fare i conti con i numeri a disposizione e i rapporti con le altre formazioni come Ala, non solo sul provvedimento ma su materie diverse a partire dalla partecipazione all'esecutivo. Il premier non a caso ha detto che "si tratta di una misura precauzionale. In ogni modo abbiamo considerato nostro dovere varare questo intervento salva risparmi e mi auguro che questa responsabilità venga condivisa da tutte le forze del Parlamento".   
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