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ITALIA

Gentiloni: "No a verità di comodo su Giulio Regeni. Da Egitto ci aspettiamo collaborazione"

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Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha assicurato oggi a Bruxelles che resta intatto, a prescindere dal passare del tempo, l'impegno del governo per fare piena luce sul caso del ricercatore italiano Giulio Regeni, torturato e ucciso in Egitto.

"Sul caso Regeni il governo italiano mantiene una posizione molto ferma. E' chiaro che noi non è che ci accontentiamo di ricostruzioni facili o di verità di comodo, ed è altrettanto chiaro che il passare del tempo non attenuerà il nostro impegno su questa questione", ha detto il ministro ai giornalisti al suo arrivo al Consiglio Esteri dell'Ue.

"Nei prossimi giorni faremo il punto con il team investigativo che è da una decina di giorni al Cairo per verificare i frutti di una collaborazione che noi ci aspettiamo, e che ci aspettiamo sia piena e totale da parte delle autorità egiziane", ha precisato Gentiloni. "La nostra partnership, che è una partnership importante, deve anche tradursi, in casi come questi, in una piena collaborazione per l'accertamento della verità", ha avvertito il ministro. "L'impegno nostro, ripeto c'è, e non sarà il trascorrere del tempo - ha concluso Gentiloni - ad attenuare l'impegno del governo italiano".

Siria: impegno comune dell'Europa a sostegno delle intese di Monaco
"Oggi è l'occasione per un impegno comune dell'Europa a sostegno delle intese - sia pure parziali - raggiunte a Monaco sulla Siria. Il nostro auspicio è che i primi risultati di quelle intese, soprattutto per quanto riguarda l'apertura di corridoi umanitari, possano essere raggiunti già oggi con il via libera da parte del regime alle richieste avanzate", ha detto il ministro degli Esteri italiano.

Sulla questione migranti atti unilaterali possono danneggiare Europa
Anche se "già il fatto di condividere il programma di redistribuzione dei rifugiati è un passo importante", secondo Gentiloni "le decisioni unilaterali di singoli paesi oggi rischierebbero di provocare un grave danno all'Europa". Lo ha detto al suo arrivo a Bruxelles riferendosi alle dichiarazioni del primo ministro francese Manuel Valls su una chiusura agli ingressi oltre la quota assegnata. "Si puo' ragionare insieme dei controlli, della necessità di rafforzare questo o quell'elemento del sistema europeo, ma gli atti unilaterali rischierebbero di mettere in crisi l'edificio che per decenni è stato costruito". 
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