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MONDO

Summit a Villa Madama

Med7: più solidarietà nella gestione dei migranti e più partecipazione dei cittadini nella Ue

Il presidente del Consiglio Gentiloni compatta il vertice dei leader dei Paesi del Sud Europa sulle migrazioni e sulle consultazioni democratiche

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La riforma dell'Unione economica e monetaria, le consultazioni dei cittadini dell'Unione Europea e, naturalmente, la questione migranti. Sono i tre pilastri della dichiarazione finale del vertice Med 7 a Villa Madama, sotto la presidenza del governo italiano.

Le consultazioni dei cittadini Ue
In particolare, la dichiarazione finale si è soffermata sulla proposta delle consultazioni dei cittadini europei come strumento per garantire maggiore democrazia all'Unione e riavvicinare i cittadini alle istituzioni comunitarie. Una idea lanciata dal presidente francese, Emanuel Macron, e fatta propria oggi dai partner dei Paesi del Sud. "Sosteniamo tutte le iniziative volte a promuovere la democrazia e la partecipazione dei cittadini, per questo accogliamo favorevolmente l'idea di consultazioni popolari in tutta Europa sulle priorità del futuro dell'Unione europea, che possono essere organizzate dalla prossima primavera", si legge nella dichiarazione finale: "Con lo stesso spirito, liste transnazionali di membri del Parlamento europeo da eleggere a livello europeo potrebbero rafforzare la dimensione democratica dell'Unione".

Il Med7
Un formato, quello che riunisce i sette Paesi del Sud dell'Ue, inaugurato a settembre 2016 ad Atene e riproposto, fino ad oggi, con i summit di Lisbona e Madrid. Il presidente Gentiloni ha accolto gli omologhi di Grecia, Cipro, Malta, Francia, Spagna e Portogallo a Villa Madama nell'intento di compattare i Paesi Euro-Med in vista di un 2018 che, per l'Europa, si preannuncia assai delicato.

Combinare crescita economica e benessere sociale
Sul tema della riforma Unione monetaria c'è la forte convergenza del Med 7 di dotarla di meccanismi di stabilizzazione macroeconomica che possano reagire con prontezza alle crisi ed evitare così di cadere in recessione. "Combinare crescita economica e benessere sociale sarà centrale. Ulteriori passi per completare l'Unione economica e monetaria sono necessari al fine di raggiungere una crescita piu' sostenibile ed equilibrata, competitività, qualità dell'occupazione" e ugualmente "completare  e rafforzare l'Unione Bancaria è una priorita'", hanno messo nero su bianco i sette leader. "Vogliamo dare un contributo all'agenda economica dell'Unione", ha sottolineato Gentiloni, "avremo a marzo e a giugno incontri importanti per ragionare sul nostro futuro. Lo facciamo consapevoli che i Paesi del Sud rappresentano il 47 per cento del budget dell'Unione Europea". 

La questione migranti
Ma il capitolo più delicato per i Paesi del Med 7 - e per l'Italia innanzitutto - è, ancora una volta, quello dei migranti. Assieme alla gestione dell'emergenza, infatti, incombe sull'Unione Europea la scadenza di giugno 2018 per la riforma dei trattati di Dublino. Nella dichiarazione finale i leader si impegnano a una maggiore condivisione del peso della gestione dei flussi: "La gestione del flusso migratorio sarà una sfida fondamentale per l'Unione Europea nei prossimi anni", si legge nel documento, "i Paesi del Sud dell'Europa sono particolarmente interessati e coinvolti dal fenomeno dal momento che rappresentano la prima linea dei confini esterni dell'Unione. Il nostro ruolo fondamentale e il peso della protezione di questi confini deve essere condiviso". Nel 2017, ha ricordato Gentiloni, "abbiamo ottenuto risultati incoraggianti". Ma il presidente del Consiglio ha anche avvertito che "che questi risultati vanno continuamente consolidati, con una intesa non solo nella dimensione esterna ma anche nelle regole interne. I nostri sette Paesi hanno su questo posizioni convergenti". 
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