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MONDO

Il ministro degli Esteri al Festival delle Religioni a Firenze

Immigrazione, Gentiloni: "Le quote non bastano, all'Ue chiediamo anche un sostegno economico"

Il titolare della Farnesina: "Un'illusione pensare di chiudere la porta ai migranti". E sulla Libia dice: "Mi auguro un governo prima del Ramadàn"

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"Credo che l'idea di una suddivisione del carico migranti tra i diversi paesi del Vecchio Continente sarebbe, dal punto di vista dei principi e giuridico una svolta per l'Unione europea", così il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ospite del Festival delle religioni a Firenze, a proposito dell'ipotesi di scelte condivise dall'unione comunitaria sul flusso migranti. "Siamo la culla della civiltà giuridica, delle grandi tradizioni umanitarie, non si comprende perché debbano prevalere egoismi e divisioni", ha aggiunto.

Le quote non bastano
Secondo Gentiloni, "naturalmente sarà un percorso graduale", ma sarebbe importante "accettare l'idea che ci possano essere delle quote obbligatorie decise in base alle dimensioni dei Paesi e allo stato della loro economia". Tuttavia, ha aggiunto il ministro, "l'Italia chiede anche un contributo straordinario dal punto di vista economico per i Paesi come noi, la Grecia e Malta che sono in prima linea nell'accoglienza. Non bastano le quote. Bisogna anche far fronte all'emergenza, perché le quote comunque riguarderanno una piccola porzione dell'insieme dei migranti che raggiungono le nostre coste".

"Impossibile chiudere la porta"
Il fenomeno migratorio "si tratta di regolarlo, di renderlo organizzato, di evitare i rischi
umanitari, di evitare le conseguenze sociali negative, non illudersi che si possa chiudere la porta e lasciarlo fuori", ha aggiunto il titolare della Farnesina. Quanto ai Comuni che si sono opposti ad accogliere migranti, ha detto Gentiloni, "c'è una reazione di preoccupazione, di egoismo, e l'illusione talvolta che si possano innalzare barricate, chiudere i muri, in realtà siamo dentro il mondo, siamo in una situazione in cui l'economia e la demografia renderanno stabile il flusso migratorio dall'Africa nei prossimi dieci, vent'anni.  Va regolato ma non può essere cancellato".

Libia, "Mi auguro un governo prima del Ramadàn"
Quanto alla crisi libica Gentiloni ha fatto sapere: "Mi auguro che nei prossimi 20, 25 giorni, prima dell'inizio del Ramadàn si arrivi a istituire un governo più largo che stabilizzi la Libia e eviti il diffondersi di minacce anche sul piano del terrorismo". E ancora: "La proposta della Nazioni Unite per la Libia è ragionevole e la sostiene tutta la comunità internazionale", ha precisato Gentiloni.

"Dialogo interreligioso importante per stabilità"
"Il tema del dialogo interreligioso è assolutamente cruciale per il futuro del Mediterraneo e del Medio Oriente", ha concluso Gentiloni.  "Anche questa è un'occasione per dare un contributo all'attività politica e diplomatica che l'Italia sta facendo in queste settimane per regolare e portare stabilità nella regione".


 
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