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MONDO

Dopo la decisione di Trump

Due palestinesi uccisi a Gaza. All'Onu 5 Paesi Ue dicono no agli Usa

Si appesantisce il bilancio dei palestinesi feriti in Cisgiordania nel corso di scontri con l'esercito israeliano nelle proteste contro il riconoscimento di Gerusalemme capitale dello Stato ebraico da parte degli Usa

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Due vittime nelle violenze dopo la decisione degli Usa di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele. Un palestinese è stato ucciso negli scontri con l'esercito israeliano al confine della Striscia di Gaza. In serata, una nuova vittima dopo un bombardamento israeliano sulla Striscia.

Si appesantisce il bilancio dei palestinesi feriti in Cisgiordania nel corso di scontri con l'esercito israeliano nelle proteste contro la politica di Trump. Secondo la Mezzaluna Rossa palestinese, i feriti sono finora 727. Di essi 479 sono stati intossicati da gas lacrimogeni, 200 contusi da proiettili rivestiti di gomma, 61 colpiti da colpi di arma da fuoco e altri 27 feriti in maniera diversa.

Tillerson: due anni per spostare ambasciata
Per trasferire l'ambasciata Usa a Gerusalemme ci vorranno almeno due anni. Lo ha detto il segretario di stato americano, Rex Tillerson, a Parigi per la conferenza sul Libano. Il capo della diplomazia Usa ha anche sottolineato come lo status finale di Gerusalemme sarà definito nei negoziati tra israeliani e palestinesi.

Paesi Ue all'Onu: decisione Usa non conforme alle risoluzioni
La decisione di Donald Trump di riconoscere unilateralmente Gerusalemme come capitale di Israele "non è conforme alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza", hanno detto gli ambasciatori di Francia, Regno Unito, Italia, Svezia e Germania all'Onu. "Non promuove la prospettiva di pace nella regione", hanno dichiarato i diplomatici in una dichiarazione dopo la riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza durante la quale gli Stati Uniti si sono trovati isolati. Gli ambasciatori hanno anche invitato "tutte le parti e gli attori regionali a lavorare insieme per mantenere la calma".

Nel corso del Consiglio l'inviato Onu per il Medioriente, Nikolay Mladenov, ha avvertito che "c'è un serio rischio che possiamo vedere una catena di azioni unilaterali, che possono solo spingerci ancora più lontano dal raggiungere i nostri obiettivi condivisi di pace".

Gli Usa attaccano le Nazioni Unite: "Ostilità contro Israele"
L'ambasciatrice degli Stati Uniti presso l'Onu, Nikki Haley, ha criticato le Nazioni unite accusandole di "ostilità contro Israele" da "molti anni" e ha difeso la decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele dicendo che è "l'ovvio". "Le Nazioni unite hanno fatto più danno alle possibilità di una pace in Medioriente che farla progredire", ha dichiarato Haley durante una riunione del Consiglio di sicurezza.

Abu Mazen: Usa non più mediatori di pace
"Rinnoviamo il nostro rifiuto della posizione americana su Gerusalemme. Gli Usa non sono più qualificati per occuparsi del processo di pace". Lo ha detto in serata il presidente palestinese Abu Mazen secondo cui la decisione Usa viola la legittimità internazionale. Abu Mazen - citato dall'agenzia Wafa - ha detto di accogliere con favore "la grande condanna internazionale testimoniata dalla riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu" di oggi.

Israele bombarda siti di Hamas a Gaza 
L'aviazione israeliana ha colpito obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza in risposta all'attacco con razzi sul Sud di Israele: lo hanno reso noto le forze armate di Israele, Idf, su Twitter. Hamas ha ordinato ai suoi funzionari di evacuare tutti i siti dell'organizzazione per il timore di attacchi da Israele.




Lavrov: decisione Trump complica situazione
La decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele ha complicato i piani americani di normalizzare i rapporti col mondo arabo: lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, intervenendo a Vienna. "Prima normalizziamo i rapporti tra Washington e il mondo arabo e, quando questo sarà avvenuto, la questione palestinese si risolverà da sola. Ecco: se l'amministrazione odierna americana ha proposto questo approccio, che rovescia la sequenza prevista dall'iniziativa araba di pace, ora con la dichiarazione di trasferire l'ambasciata a Gerusalemme, la Casa Bianca ha bruscamente complicato il piano di normalizzare prima i rapporti col mondo arabo e poi risolvere il problema palestinese". Così il capo della diplomazia russa. 

A Betlemme il giornalista Rai Piero Marrazzo è stato colpito più volte da sassi mentre era in diretta. Pur indossando il giubbotto antiproiettile, il giornalista si è poi messo anche il casco. Poi è arrivata una camionetta e ha sparato lacrimogeni contro manifestanti che hanno risposto al fuoco. 


"Ho mantenuto la mia promessa elettorale - gli altri non lo hanno fatto". Così Donald Trump suTwitter in riferimento all'annuncio di voler trasferire l'ambasciata Usa a Gerusalemme e aver dichiarato la città capitale di Israele. Il tweet è accompagnato da un video in cui compaiono gli ex presidenti Usa, Bill Clinton, George W. Bush e Barack Obama, e infine Trump, dove tutti affermano che Gerusalemme è la capitale di Israele, e l'attuale presidente lo ha poi dichiarato ufficialmente.  



Sembra in forse l'incontro tra il vicepresidente Usa Mike Pence, in arrivo nella regione il 17 dicembre, e la leadership palestinese dopo la dichiarazione di Trump su Gerusalemme. Jibril Rajoub,uno degli uomini di punta di Fatah, il partito di Abu Mazen, ha detto che Pence "non è il benvenuto in Palestina" e che l'incontro con il presidente palestinese previsto il 19 dicembre"non ci sarà".  Ma fonti Usa, citate dalla Bbc ripresa dai media israeliani, hanno ammonito i palestinesi "a non far saltare l'incontro".     

Parlamento Anp: cessare riconoscimento Israele
Il consiglio legislativo palestinese ha chiesto all'Autorita' palestinese di annullare il riconoscimento dello Stato di Israele. Il parlamento palestinese ha chiesto che l'Anp cessi di riconoscere la sovranita' di Israele su qualsiasi territorio occupato a partire dal 1948. La richiesta è contenuta nella relazione di una commissione presentata ieri durante una sessione d'emergenza tenuta a Gaza. 

Il presidente francese, Emmanuel Macron, aprendo una riunione sul Libano a Parigi, ha lanciato un nuovo appello alla "calma" e alla "responsabilità". "Mi appello alla calma e alla responsabilità di tutti", ha affermato il presidente, aprendo la riunione di sostegno al Libano con il premier Saad Hariri.

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