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MONDO

A 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale

Giappone, la sfida di Shinzo Abe alla costituzione pacifista e il ritorno al nucleare

Le due questioni si collocano sullo sfondo delle celebrazioni per i 70 anni delle bombe atomiche sganciate sulle città di Hiroshima e Nagasaki

Shinzo Abe (gettyimages)
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Giappone A 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale e dalle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki, il Giappone potrebbe rivedere la sua vocazione pacifista imposta dalla Costituzione, che stabilisce la rinuncia del Paese alla guerra.

Lo scorso 16 luglio la Camera bassa del Parlamento ha infatti approvato due progetti di legge che ampliano il ruolo delle forze armate giapponesi all’estero, anche partecipando a missioni militari per difendere gli alleati come gli Stati Uniti. Sui provvedimenti - voluti dal premier Shinzo Abe -  dovrà ora pronunciarsi la Camera alta.
 
Le proteste
Il primo via libera ha sollevato la protesta di migliaia di cittadini scesi in piazza a Tokyo e in altre città, sostenendo che le nuove leggi minano 70 anni di pacifismo e potrebbero portare alla guerra. Ma il governo di Shinzo Abe ha giustificato la mossa in nome dell’autodifesa collettiva e ha detto che le forze giapponesi saranno autorizzate a intervenire solo in conflitti che mettano in pericolo la sicurezza del Paese.  

La Costituzione e l’articolo 9
La Costituzione in vigore in Giappone venne imposta dagli occupanti statunitensi nel 1946, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Nel testo fu inserito il famoso articolo 9, che prevede la rinuncia del Paese alla guerra e all’uso della forza per risolvere le controversie internazionali. L’articolo vieta inoltre al Giappone di avere un esercito, una marina o un’aviazione militare. In realtà però dagli anni 50 il Paese si è dotato di queste forze, aggirando il divieto chiamandole “forze di autodifesa”.

Torna in funzione il primo reattore nucleare
Oltre alla sfida alla costituzione pacifista, sullo sfondo delle celebrazioni per i 70 anni dalle bombe atomiche su Hiroshima e Nagaski c’è anche la questione nucleare. Il 10 agosto dovrebbe infatti tornare in funzione il primo reattore dei 53 chiusi dopo la fuga radioattiva a Fukushima causata dal terremoto che colpì il Paese nel 2011.

Ad essere riattivata sarà l'unità n.1 della centrale di Sendai, che tornerà a produrre energia in base ai nuovi standard più stringenti sulla sicurezza approvati dopo Fukushima. Il riavvio, nonostante la contrarietà della popolazione nipponica al nucleare, sarà anche il primo passo concreto dei piani del premier Shinzo Abe che ha fatto dell'uso dell'atomo per scopi civili un pilastro delle politiche energetiche nazionali. 
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