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MONDO

Governo non esclude stato d'emergenza

Gilet gialli, un morto a blocco stradale Arles. Vertice all'Eliseo dopo guerriglia a Parigi

Con 412 arresti e 133 feriti (tra cui 23 agenti), ieri per Parigi è stata una "giornata nera" che rimarrà" negli annali della storia" della Capitale francese. Questa mattina il sindaco, Hidalgo, ha riunito la sua squadra per fare il conto dei danni che vengono definiti 'ingenti'

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Un automobilista è rimasto ucciso stanotte ad Arles, nel sud della francia, in un tamponamento provocato da un blocco stradale dei gilet gialli su una strada provinciale. Si tratta della terza vittima dall'inizio del movimento, due settimane fa. L'auto è finita verso le 2 del mattino su un tir bloccato in coda alla fila di veicoli ed è stata poi a sua volta tamponata. Il conducente è morto sul colpo.

Vertice Eliseo. Macron chiede al premier Philippe di ricevere i gilet gialli
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha chiesto al premier, Edouard Philippe, di ricevere i rappresentanti dei Gilet gialli e i leader dei partiti politici. Lo ha riferito l'Eliseo, dando conto del vertice di emergenza sui disordini di sabato nel centro di Parigi. 

Al vertice hanno partecipato il premier, Edouard Philippe (che non è partito per la conferenza sul clima COP24), il ministro dell'Interno Christophe Castaner, il sottosegretario Laurent Nunez (già direttore della Dgsi, i 'servizi segreti' che operano all'interno del Paese) e i vertici dell'ordine pubblico.

Un collettivo di gilet gialli che si era presentato come "portavoce dei gilet gialli liberi", si era rivolto al governo con un'apertura dicendosi disponibile a un "primo appuntamento". I 10 portavoce, fra cui Jacline Moraud - al cui appello sui social molti attribuiscono l'origine della protesta - avevano offerto al governo "un'uscita dalla crisi". Le richieste "immediate e senza condizioni" sono: "Blocco dell'aumento delle tasse sui carburanti e annullamento della sovrattassa sulla revisione obbligatoria dei veicoli".

Macron all'Arco di Trionfo
Il presidente francese Emmanuel Macron, di ritorno dal G20 di Buenos Aires, si è subito recato, questa mattina,  all'Arco di Trionfo a Parigi, rimasto danneggiato dopo i violenti scontri di ieri. Ha voluto constatare in prima persona come è stata messa a ferro e fuoco la Capitale francese a seguito delle proteste dei 'Gilet gialli'.

Non è escluso stato d'emergenza
Il Portavoce dell'esecutivo, Benjamin Griveau, non esclude - per evitare nuove rivolte - l'instaurazione dello stato d'emergenza. Questa possibilità viene valutata anche dal ministro dell'Interno, Christophe Castaner: "Nei confronti di qualsiasi cosa ci garantisca di più, io non ho tabù. Sono disposto a valutare tutto". Poi ha annunciato che con il segretario di stato, Laurent Nunez, riferirà martedì in senato delle violenze ieri.

Il sindacato di polizia francese: vietare cortei a Parigi l'8 dicembre
Il sindacato di polizia francese ha esortato il ministro dell'Interno a vietare tutte le manifestazioni a Parigi l'8 dicembre. "Le tergiversazioni devono finire", ha sottolineato l'Unsa Police, ricordando che la giornata di ieri è stato "il quarto fine settimana di impiego delle forze dell'ordine". "I poliziotti non sono dei robot, i ritmi psicologici devono essere rispettati", ha proseguito, riferendosi a Parigi "usata di nuovo come terreno di gioco di un'orda di violenti".

Associazioni turismo: massacrata l'immagine di Parigi
Proteste che non fanno bene al turismo e compromettono le spese di Natale, hanno denunciato le associazioni del settore, che hanno lanciato un appello al governo chiedendo di ristabilire "un clima favorevole alle attività economiche". "La manifestazioni di ieri ha massacrato l'immagine accogliente di Parigi e della Francia, ritengo che le feste di Natale siamo compromesse o addirittura rovinate", ha sostenuto M. Heguy, presidente della Confederazione degli attori del turismo

Parigi conta i danni. Il sidaco Hidalgo riunisce la sua squadra
Con 412 arresti e 133 feriti (tra cui 23 agenti), ieri per Parigi è stata una "giornata nera" che rimarrà" negli annali della storia" della Capitale francese: nelle parole del vicesindaco della capitale francese, Emmanuel Gregoire, è la fotografia di una giornata in cui la città è stata messa a soqquadro dalle violente proteste dei gilet gialli. Questa mattina il sindaco, Anne Hidalgo, ha riunito la sua squadra di governo per fare il conto dei danni che Gregoire ha già definito enormi. Anche l'Arc de Triomphe, occupato da un gruppo di manifestanti, ha subito danneggiamenti. Danni seppur simbolici alla tomba del Milite Ignoto. E poi negozi assaltati, vetrine infrante, automobili incendiati, fiamme sui mezzi di trasporto e nei ristoranti, scene di guerriglia urbana in diversi quartieri esclusivi della capitale. 

La Hidalgo su twitter - questa mattina - ringrazia la polizia municipale: "Gli agenti hanno lavorato tutta la notte per ripristinare le strade di Parigi. Il compito è immenso. Questa mobilitazione continua di domenica. Un enorme ringraziamento a loro". 


Castaner: 'Protesta messa in atto da professionisti del disordine'
"E' stata una strategia messa in campo a professionisti del disordine", ha denunciato il ministro dell'Interno, Christophe Castaner. "Rispetterò sempre il dissenso ma non accetterò mai la violenza", ha attaccato da Buenos Aires, dove partecipava al vertice del G20, il presidente, Emmanuel Macron. "Quello che è successo non ha nulla a che fare con l'espressione pacifica della rabbia legittima. Nulla giustifica questi eccessi", ha tuonato il presidente. "Vogliono il caos, ma tradiscono le cause che pretendono di servire".


Movimento dei 'Gilet Gialli' nato sui social media
Il movimento dei Gilet gialli è nato sui social media in ottobre contro l'aumento della tassa sui carburanti ed è diventata in poco tempo una protesta più ampia contro Macron, accusato di non fare abbastanza contro l'innalzamento del costo della vita. Quella di eri è stata la terza giornata di proteste ed è stata la più violenta. I tentativi del governo di negoziare sono finora falliti, soprattutto perchè i manifestanti chiedono di riprendere gli incontri in streaming.

Le mosse di Macron
Macron ha cercato di abbassare la tensione, proponendo dialogo nazionale ed eventualmente piccoli interventi per rallentare l'impatto dell'incremento fiscale, ma è rimasto fermo sull'aumento della tassa sui carburanti come previsto. Martedì ha presentato il piano del governo per la eco-transizione e  l'abbandono dei combustibili fossili. Un piano che, oltre al contestatissimo aumento della tassa sui carburanti, prevede la chiusura di tutte le centrali a carbone entro il 2022, lo sviluppo e il sostegno alle energie rinnovabili e pulite con un mix di energia elettrica e solare, e il dimezzamento della quota di energia nucleare entro il 2035.
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