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MONDO

I conti della Francia

Gilet gialli, misure annunciate da Macron mettono a rischio rapporto deficit/pil. UE: "Vigileremo"

La Commissione di Bruxelles "seguirà con attenzione" le misure annunciate dall'Eliseo per placare la collera dei francesi. "Mi aspetto che la Commissione faccia valere anche per la Francia le regole sui conti pubblici", dice il vicepremier DI Maio

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 La Commissione Ue "seguirà con attenzione l'impatto degli annunci fatti dal presidente" francese Emmanuel Macron sul deficit della Francia. Lo ha detto ad AFP il Commissario Ue per l'Economia, Pierre Moscovici. "Siamo in contatto costante con le autorità francesi", ha aggiunto Moscovici, dopo che ieri Macron ha annunciato una serie di misure per rispondere alla crisi dei gilet gialli. L'ex ministro delle Finanze francese, rispondendo a una domanda di AFP in un corridoio del Parlamento europeo, si è rifiutato di dire di più.

Le misure di Macron contro la "collera dei gilet gialli"
Fra le misure annunciate da Macron per placare la collera dei gilet gialli ci sono l'aumento del salario minimo di 100 euro al mese a partire dal 2019, l'esenzione dall'aumento della tassazione Csg per le pensioni al di sotto dei 2mila euro e gli straordinari non tassati. Stamattina il portavoce del governo, Benjamin Griveaux, ha riferito che le misure costeranno "fra 8 e 10 miliardi di euro", confermando così quanto già anticipato ieri sera su Bfmtv dal sottosegretario per i Conti pubblici, Olivier Dussopt.

A rischio il rapporto deficit/pil
Il punto, dunque, è capire se alla luce di questo la Francia potrà ancora rispettare la famosa regola europea di un deficit pubblico inferiore al 3% del Pil. Inizialmente nel piano di bilancio francese, che deve essere adottato entro fine anno, il governo aveva previsto un deficit pari al 2,8% del Pil, in leggero aumento rispetto al 2018 (quando è atteso un deficit al 2,6%).

Fonti UE: "Italia e Francia, situazioni diverse"
La situazione in cui si trova l'Italia, che rischia l'avvio di una procedura per debito se non cambierà in maniera "sostanziale" la manovra già respinta una volta e ripresentata senza cambiamenti di rilievo, dal punto di vista delle istituzioni Ue è completamente diversa da quella in cui versa la Francia, dove il presidente Emmanuel Macron ieri sera ha annunciato alcune misure nel tentativo di placare la rivolta dei Gilets Jaunes, misure che potrebbero portare il deficit del 2019 al 3,5% del Pil. "Bisogna tenere a mente - sottolineano fonti comunitariem riportate dall'egenzia AdnKronos - che nel caso dell'Italia abbiamo un documento programmatico di bilancio, mentre in quello della Francia abbiamo un discorso. E che cosa possiamo fare davanti ad un discorso?".

Di Maio: "Commissione faccia rispettare le regole anche alla Francia"
 "Guardiamo con attenzione a quanto sta succedendo in Francia e alle proposte di Macron che non credo si sposino con il target di deficit/Pil fissato da quel Governo. Dovranno aumentare il deficit e si aprira' un caso Francia. Mi aspetto che la Commissione faccia valere anche per la Francia le regole" sui conti pubblici. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio aggiungendo che "le misure che stanno chiedendo i gilet gialli noi ce le abbiamo nel contratto di Governo e, azzardo, ce lo abbiamo nella legge di Bilancio".

D'Uva (M5S): Macron annuncia misure che proponiamo da anni
 "Qui non si tratta di gilet gialli, rossi o verdi. Il punto e' che la popolazione ha i 'gilet girati' e basta!". Lo scrive su Facebook Francesco D'Uva, capogruppo M5s alla Camera.



"Se l'Europa non cambia avremo sempre piu' malcontento popolare come sta succedendo in tutti i Paesi europei. Qui abbiamo milioni di cittadini, giovani, meno giovani, pensionati, madri e padri di famiglia che non riescono piu' ad andare avanti. C'e' un problema di occupazione, di tasse, di ingiustizia sociale", osserva"Macron ieri ha annunciato misure come il salario minimo, l'intervento sulle pensioni minime, la tassazione interna delle multinazionali, eccetera. Sono esattamente le stesse misure che il Movimento 5 Stelle propone ormai da anni e queste concessioni di Macron derivano da una protesta popolare alimentata dalle terribili politiche di austerita' europee applicate anche in Francia. L'Europa deve cambiare, non possiamo stare piu' vincolati agli zero virgola. Bisogna fare investimenti per i cittadini e farli tornare a vivere. L'Europa che vogliamo deve essere solidale e forte economicamente. Lo puo' diventare solo se si rimette al centro il cittadino", conclude D'Uva. 

Le misure annunciate da M acron
"Vedo uno stato di emergenza sociale ed economico della Francia: ne usciremo bene tutti insieme, lo voglio per la Francia, siamo apripista per noi e per gli altri. Non possiamo restare divisi. Attraversando questa crisi, riconcilieremo i francesi" afferma. E annuncia: "Prenderò misure già questa settimana", precisando che il governo prenderà misure sociali.

 Il salario minimo aumenterà di 100 euro al mese dal 2019. Inoltre, sarà annullata la contribuzione sociale generalizzata (CSG) per i pensionati che percepiscono meno di 2.000 euro al mese. Attualmente sono esentati solo i pensionati che guadagnano meno di 1.200 euro al mese. Ore di straordinario non tassate a partire dal 2019. Questa misura era stata attuata sotto il quinquennato di presidenza di Nicolas Sarkozy.

"Le imprese paghino il premio a fine anno"
Durante il suo discorso televisivo, Macron ha anche chiesto "alle aziende che possono permetterselo di pagare un  premio di fine anno". Sarà esentasse e senza oneri sociali.

Lotta all'evasione fiscale
I dirigenti di grandi imprese francesi dovranno versare le imposte in Francia e così pure i giganti che fanno profitti in Francia.

"Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità"
"Tutti dobbiamo prenderci la nostra responsabilità, distribuire le ricchezze, essere più equilibrati dal punto di vista fiscale, in modo che sia garantita la giustizia sociale nel Paese" continua, "dobbiamo affrontare senza paura anche il tema della migrazione, tutti dovranno fare la propria parte".

Oltre alle misure economiche, Macron ha annunciato di volere una legge elettorale che tenga in considerazione le schede bianche e di volere intavolare una discussione sul ruolo dei sindaci, la decentralizzazione e l'organizzazione dello Stato.

Olivier Dussopt, ministro della Funzione pubblica, ha comunicato che le misure annunciate da Macron costeranno 8-10 miliardi di euro.

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