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MONDO

Nono atto della protesta

Gilet gialli, scontri a Parigi sugli Champs-Élysées. Oltre 200 arresti in Francia

Sono 84 mila i manifestanti del movimento gilet gialli scesi in strada a protestare in tutto il paese. Scontri con la polizia a Bordeaux

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Scontri e lacrimogeni sugli Champs-Élysées, dove per il nono atto dei gilet gialli si riproduce lo stesso scenario dei precedenti appuntamenti. I manifestanti, diverse centinaia, hanno tentato come in passato di forzare le barriere in direzione della Avenue Friedland, che parte dalla Place de l'Étoile all'Arco di Trionfo. La polizia ha risposto con il lancio di lacrimogeni. L'emittente Bfmtv riporta che su avenue Wagram, nel 17esimo arrondissement, oggetti sono stati lanciati contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con l'uso di lacrimogeni.

244 arresti, 24 feriti di cui 2 gravi
Le forze dell'ordine francesi hanno arrestato 244 manifestanti dei Gilet gialli in tutto il Paese. A Parigi, 129 persone sono state arrestate e 74 sono state poste in stato di fermo, secondo quanto riferito dalla Procura.  Gli arresti  - fanno sapere le forze dell'ordine - sono stati eseguiti per "partecipazione a raggruppamento per commettere violenze, porto abusivo di armi, violenza contro agenti". Sono invece 24 i feriti, due sono in gravi condizioni.

84mila manifestanti in tutta la Francia
Sono 84 mila i manifestanti del movimento gilet gialli scesi in strada a protestare in tutta la Francia. Sono i numeri forniti dal ministero dell'Interno, secondo il quale a Parigi i dimostranti sono stati 8 mila, 6.700 a Bourges, 5.500 a Tolosa, circa 6.000 a Bordeaux, 3.000 a Caen e 2.700 a Marsiglia.

A Bordeaux scontri con la polizia
Circa 6.000 "gilet gialli" sono scesi in strada a Bordeaux, secondo la prefettura, e scontri tra manifestanti e forze di sicurezza sono scoppiati nel tardo pomeriggio. Ci sarebbero almeno tre feriti.    La mobilitazione, superiore a quella di sabato scorso - che fu di 4.600 persone sempre secondo la prefettura - ha fatto del capoluogo della Nuova Aquitania una delle roccaforti del movimento in Francia.

I "gilet gialli" hanno rivendicato sul loro canale "media" la partecipazione di "più di 10.000 persone".    Come ogni sabato, gli scontri sono scoppiati all'imbrunire nel centro di Pey-Berland, vicino al municipio, dove erano rimaste ammassate poche centinaia di persone. I manifestanti e la polizia hanno scambiato lanci di bottiglie e pietre da una parte e di lacrimogeni dall'altra, prima che la polizia sgombrasse la zona.

Il governo è tornato a schierare uomini e mezzi in numeri importanti. Nuovamente posizionati 14 veicoli corazzati della gendarmeria e non meno di 80 mila poliziotti e gendarmi dispiegati su tutto il territorio nazionale.

Aggressioni a giornalisti
Diversi giornalisti sono stati bersaglio di aggressioni. Una guardia che accompagnava un gruppo di reporter dell'emittente LCI è stata picchiata a Rouen, in Normandia. Un video diffuso dal quotidiano Paris Normandie mostra la guardia, che accompagnava con un collega due giornalisti di LCI, circondata e pestata da diverse persone, alcune delle quali indossavano un gilet giallo. L'uomo ha riportato una frattura al naso.

A Parigi, una troupe della stessa LCI è stata circondata da manifestanti, un giornalista è stato gettato a terra prima di essere protetto da altri manifestanti.

Il ministro della Cultura, Franck Riester, ha denunciato su Twitter un "ignobile linciaggio" a Rouen. Il portavoce del governo, Benjamin Griveaux, ha twittato: "Da settimane i giornalisti sono bersaglio di violenze da parte di manifestanti in Francia". 

A Tolone, nel sud, due giornalisti video dell'agenzia Afp sono stati inseguiti e minacciati mentre filmavano degli scontri e si sono dovuti rifugiare in un ristorante. A Marsiglia una decina di gilet gialli hanno impedito di lavorare a un giornalista della tv pubblica France 3 e a due fotografi locali al grido di "l'unica informazione è sui social network". A Tolosa, nel sud-ovest, un gruppo di gilet gialli, secondo il giornalista Lionel Laparade, de La Depeche du Midi, ha aggredito una sua collega sola in automobile.

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