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MONDO

Parigi

I gilet gialli si preparano alla "presa di Parigi". La Francia schiera 90mila agenti ma paura cresce

I poliziotti: "Domani dovremo sparare". Il ministro Gourault: "Abbiamo informazioni, paese rischia fase violenta". E fa discutere il video dei liceali inginocchiati. Il Ministro dell'istruzione: "Sono sconvolto"

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Tensione altissima alla vigilia dell'ennesimo sabato di passione in Francia, dove i gilet gialli tornano in strada e si annunciano disordini e violenze forse ancora peggiori delle settimane scorse.  una fonte dell'Eliseo ha parlato di "tentativo di colpo di Stato".  Intanto è polemica su un video che ritrae i ragazzi di un liceo costretti ad inginocchiarsi con le mani dietro la testa sotto la supervisione di una settantina di poliziotti.

La Francia blindata
Il ministro per la Coesione del territorio, Jacqueline Gourault, ha lanciato un appello "a chi non è costretto ad uscire a rimanere in casa sabato" in occasione della manifestazione dei gilet gialli perché "ci sono rischi che vada a finire male".

Parlando a Bfm-tv, Gourault ha aggiunto: "Abbiamo informazioni riguardanti gruppuscoli, al di là dei gilet gialli, che vogliono scontrarsi. Il nostro paese rischia una fase violenta".

Dalla Tour Eiffel al Louvre, passando per il museo d'Orsay e l'Opera: sabato sarà tutto chiuso per il timore delle violenze con la manifestazione dei 'gilet gialli'. "Dobbiamo proteggere i siti culturali a Parigi ma anche nel resto della Francia. A Parigi ci saranno numerose chiusure, tra il Louvre, il museo d'Orsay, le due Opera, l'Orangerie, il Grand Palais", ha spiegato il ministro della Cultura, Franck Riester.

Il primo ministro Philippe ha dichiarato che oltre 89.000 agenti delle forze dell'ordine saranno mobilitati sabato in tutta la Francia, di cui 8.000 nella capitale Parigi, in occasione della nuova giornata di mobilitazione dei "gilet gialli".

Anche "decine di veicoli blindati" della gendarmeria (VBRG) saranno utilizzati a Parigi, ha affermato il capo del governo, evocando una misura "eccezionale". Circa 65.000 membri delle forze di sicurezza, tra cui 5.000 a Parigi, sono stati schierati sabato scorso durante una giornata segnata da scene di rivolta, anche nella capitale.



Gli agenti: "Domani dovremo sparare"
Anche la polizia ha paura della violenza dei gilet gialli e diversi agenti temono che domani potrebbero essere "costretti a sparare" per respingere gli assalti dei manifestanti: lo ha riferito a France Info un avvocato della polizia, Laurent-Franck Lie'nard. "Molti dei miei assistiti (poliziotti, ndr) mi hanno chiamato dicendo 'dovremo sparare alla gente sabato', si sentono in pericolo", ha raccontato. Diversi agenti hanno dichiarato che "gia' sabato scorso sono stati sul punto di aprire il fuoco, a Parigi e altrove. Si sentivano molto in pericolo perche' la gente era venuta li' per uccidere i poliziotti", ha aggiunto il legale che ha comunque avvisato che "se dovesse partire un colpo contro un manifestante, la conseguenze sarebbero incontrollabili".

Si teme che la guerriglia urbana possa trasformarsi in qualcosa di ancora piu' violento e grave. Uno dei sindacati minori della polizia, Vigi, aveva invitato il personale amministrativo della polizia a scioperare domani in solidarieta' con i 'gilet gialli'. Molti pero' hanno interpretato l'invito come una forma di protesta per il pericolo che le manifestazioni possano degenerare in gravi violenze.

Macron interverrà la settimana prossima: "Non voglio gettare altra benzina sul fuoco"
Il presidente francese Emmanuel Macron interverrà "all'inizio della prossima settimana" sulla crisi dei gilet gialli per evitare di buttare "benzina sul fuoco" prima della manifestazione di domani a Parigi. Lo ha riferito il presidente dell'Assemblea nazionale, Richard Ferrand. "Dopo vari scambi e una panoramica ampia, il presidente, lucido sul contesto e la situazione, non vuole mettere benzina sul fuoco e di conseguenza non ha intenzione di esprimersi prima di sabato", ha spiegato Ferrand. "All'inizio della prossima settimana sarà tenuto a esprimersi", ha aggiunto.

Il caso del liceo di Mantes-la-Jolie 
Nella giornata di ieri 147 persone sono state fermate davanti al liceo Saint-Exupèry di Mantes-la-Jolie dopo alcuni scontri davanti all'istituto dove due auto sono state date alle fiamme. Decine di liceali sono stati raggruppati in un giardino di un edificio, sotto la supervisione di una settantina di poliziotti. I giovani erano tenuti in ginocchio con le mani legate dietro la testa.



 Il video dello scandalo: liceali in ginocchio
Non potevano passare inosservate le immagine di decine di studenti in ginocchio, con le mani sopra la testa, sotto la supervisione della polizia che li aveva fermati dopo gli scontri alla periferia di Parigi. La 'gauche' ha gridato allo scandalo, il deputato di En Marche (il partito di Macron) Laurent Saint-Martin, le ha definite "sconvolgenti" e ha assicurato che la maggioranza sara' la prima a condannare eventuali errori da parte delle forze dell'ordine.

L'episodio e' avvenuto vicino a un istituto di Mantes-la-Jolie, nel dipartimento di Yvelines. "Quali che siano le accuse, nulla giustifica questa umiliazione di minori", ha dichiarato il primo segretario del Partito socialista, Olivier Faure, in un tweet, chiamando i ministri dell'Interno, Christophe Castaner, e dell'Istruzione, Jean-Michel Blanquer, a "reagire rapidamente e bene". La stessa richiesta e' arrivata da altri esponenti dell'opposizione che si chiedono "cosa possa giustificare una scena del genere" e "chi abbia dato l'ordine di farlo".

I sondaggi: gilet gialli perdono consensi
Per la prima volta dal 17 novembre, data della prima mobilitazione contro il rialzo del prezzo del carburante, diminuisce il consenso espresso dai francesi al movimento dei gilet gialli. Lo rivela un sondaggio Ifop-Fiducial per CNews e Sud Radio condotto su un campione di 976 persone. Circa il 66% degli interpellati esprime, nel sondaggio del 5-6 dicembre, sostegno o simpatia nei confronti del movimento, sei punti percentuali in meno rispetto all'inchiesta realizzata tra il 3 e il 4 dicembre scorsi. All'inizio della settimana, il 72% dei francesi sosteneva o esprimeva simpatia per la protesta.
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