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MONDO

Ruse

Giornalista bulgara uccisa. Arrestato romeno. Ora indagine su fondi Ue, abusi denuciati da Marinova

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La polizia bulgara ha arrestato una persona sospettata di coinvolgimento nell'omicidio di Viktoria Marinova, la giornalista trentenne, stuprata e uccisa sabato in un parco, che nell'ultimo periodo stava lavorando su una presunta corruzione che coinvolge i fondi dell'Ue. Lo ha riferito il ministero dell'Interno. "Un sospettato è stato portato in commissariato di Ruse", città settentrionale dove lavorava la giornalista dell'emittente regionale Tvn, e dove si trova ora anche il ministro dell'Interno, Mladen Marinov, che oggi parlerà alla stampa insieme alla procura", ha spiegato un portavoce. Secondo alcune fonti l'uomo arrestato sarebbe un cittadino romeno con un passaporto della Moldavia.


Aperta indagine su fondi Ue. Bloccato trasferimento bancario da 14 mln euro
La procura di Sofia ha avviato una inchiesta su presunti abusi nell'utilizzo di fondi dell'Unione europea, e ha bloccato un trasferimento bancario di circa 14 milioni di euro in base alla Legge per le misure contro il riciclaggio di denaro. Lo ha annunciato il procuratore generale della repubblica Sotir Tsatsarov precisando che si tratta di un'operazione bancaria da parte della compagnia edilizia bulgara 'Gp Group'. La denuncia contro la compagnia è partita a seguito di un servizio giornalistico del sito internet 'Bivol' e su segnalazione del vicepremier Tomislav Doncev. Nella sua ultima trasmissione il mese scorso, la giornalista bulgara Viktoria Marinova, uccisa sabato nella città di Russe, nel nord della Bulgaria, aveva intervistato due giornalisti, il bulgaro Dimitar Stoyanov del sito internet 'Bivol' e il romeno Attila Biro della Rise Project Romania, che svolgevano indagini giornalistiche per corruzione e abusi sui fondi Ue da parte della 'Gp Group'.
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