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CULTURA

Un libro destinato ai ragazzi

Giornata della Memoria, la storia di Lev e del kindertransport

Lev è uno dei 10mila bambini ebrei che si salvarono dalla furia nazista grazie all'accoglienza in famiglie nel Regno Unito. La sua storia è raccontata in un volume illustrato destinato ai più piccoli, ma non solo

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di Alessandra Solarino 1939. Lev Nelken ha 13 anni. Con la sua collezione di francobolli sale su un treno che dalla Germania lo porterà in Inghilterra, dove si trova già sua sorella Hannah, che ha raccolto i soldi per farlo partire. I suoi genitori lo salutano dalla stazione. Lui è uno dei tanti bambini che riuscirono a salvarsi dalle persecuzioni naziste grazie al Kindertransport, parola tedesca che significa letteralmente "trasporto di bimbi". Un'operazione scattata, sotto le pressioni internazionali, nove mesi prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, e che portò nell'isola anglosassone quasi 10mila bambini ebrei. Una storia che è diventata un libro illustrato destinato ai ragazzi, "Lev", edito da Gallucci editore, scritto e illustrato da Barbara Vagnozzi. 

Il progetto
"Tutto è nato da un laboratorio teatrale al teatro delle Ariette di Bologna" ci racconta la Vagnozzi. "Matilde, la nuora di Lev, ha portato in scena la storia di Lev un 27 gennaio per la Giornata della Memoria. È stato emozionante. E ho chiesto a Matilde se potevo trasformarlo in un libro adatto ai più giovani". Un volume in realtà non solo per ragazzi, "perché tocca argomenti  come il Kindertransport, di cui si parla poco in Italia, e richiama anche temi di attualità, come quello dei bambini profughi e del rapporto tra i migranti e il Paese che li accoglie". Lev Nelken dopo la guerra scelse di restare a Londra, divenne un ingegnere civile di successo e contribuì ad arricchire il suo Paese di adozione costruendo con la sua impresa edifici come il nuovo Covent Garden Market. 



La Shoah raccontata ai più piccoli
Come si racconta ai bambini una storia sì a lieto fine, ma che parla di un argomento così tragico e insensato come la persecuzione e lo sterminio degli ebrei? "La chiave è la delicatezza - risponde la Vagnozzi - e anche il fatto che questa storia è vera ed è raccontata con gli occhi di un bambino". Un bambino che racconta la sua storia così come è accaduta, senza aggiungere nulla, senza esprimere giudizi, con quell'accettazione, forse, che è propria della visione dei più piccoli. "I bambini si possono identificare, riconoscere nel personaggio". La mancanza del papà, che è protezione e affetto, della sorella che ama, che per raccogliere i soldi necessari per il viaggio a Londra del fratello "cuce e attacca, cuce e attacca, un bottone dopo l'altro, un bottone dopo l'altro", tanto da commuovere una signora inglese che decide di aiutarla: sentimenti che i bambini vivono e in cui possono riconoscersi. Così come quell'attaccamento alla collezione di francobolli, un oggetto così prezioso per Lev da meritare un posto nella piccola valigia che gli è concessa, e che, quando gli viene portata via brutalmente da un soldato tedesco, gli fa versare quelle lacrime che era riuscito fino a quel momento a trattenere.

Il libro
Volti affilati e dai tratti squadrati, che ricordano Modigliani, colori pastello, occhi che esprimono ora la gioia, ora l'assenza e lo spaesamento rispetto a un Paese sconosciuto e soprattutto verso qualcosa che non si riesce a decifrare. Tavole che sono veri e proprio collage. Frasi lapidarie, in italiano e anche in inglese. "In genere lavoro per bambini più piccoli - racconta l'autrice - con una tecnica pittorica molto diversa. Questa volta è stato diverso: passo per passo mandavo a Lev le illustrazioni che facevo, era emozionante avere il suo commento". Barbara Vagnozzi non ha mai incontrato Lev, che, dopo Londra, ora vive in Israele. Il contatto è stato attraverso il figlio David e la nuora Matilde. "Ora gli manderò il libro -  conclude -  e lo incontrerò". 



L'operazione Kindertransport
Dopo la notte dei Cristalli, tra il 9 e il 10 novembre 1938, in cui i nazisti devastarono i quartieri ebraici di molte città tedesche, uccidendo almeno 200 ebrei e deportandone nei lager 26mila, quasi 10mila bambini si separarono dai loro affetti e dalle loro case in Germania, Cecoslovacchia e Danzica e si salvarono dalla furia nazista grazie al Regno Unito. L'operazione, Kindertransport, si consumò nell'anno prima della guerra, il 1939. Prevedeva che le famiglie di origine pagassero 50 sterline per ogni figlio. Era consentito un solo bagaglio leggero. I bambini venivano sistemati presso famiglie "affidatarie", nelle campagne, per ragioni di sicurezza. Oggi all'Imperial War Museum di Londra sono conservati memorie e oggetti di quell'esperienza. 
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