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SALUTE

lavorare diventa quasi impossibile

Giornata mondiale dell'artrite reumatoide

La prevenzione, la diagnosi e il trattamento precoce sono strumenti chiave per prevenire l’insorgenza di patologie croniche

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In occasione della Giornata Mondiale dell’Artrite Reumatoide, che ricorre il 12 ottobre di ogni anno, si vuole concentrare l'attenzione sui 10 milioni  di persone affette da artrite reumatoide nel mondo.

La qualità della vita, secondo un campione di persone affette da artrite reumatoide, registra un netto peggioramento in 9 pazienti su 10. Il 50% dei malati ha affermato di essere in grado di svolgere semplici attività, ma che per compiti più complessi, come fare la spesa al supermercato, ha bisogno di un aiuto. 
 
Ripercussioni negative a lavoro a causa della malattia
Il dato più negativo viene però dal mondo del lavoro dove il 93% del campione sostiene che la malattia ha avuto pesanti rispercussioni sul percorso di carriera. Diverse le cause: il 49% imputa questo impatto alla necessità di chiedere dei giorni di permesso, mentre il 43% dichiara che la necessità di condividere il proprio stato di salute con il datore di lavoro ha peggiorato le condizioni sul posto di lavoro.

17mila euro annui per paziente
In Europa la stima dei costi legati all’artrite reumatoide è di 45,3 miliardi di euro e i paesi dell’Europa Occidentale rilevano una spesa media superiore ai 17mila euro annui per paziente. I costi generati dalle malattie croniche rappresentano circa il 75% delle spese sanitarie nell’UE.

35 giorni l'anno di assenza dall'uffcio a causa della malattia
Dai lavori del tavolo clinico italiano della Coalizione Fit for Work, emergono i dati sul rapporto tra artrite reumatoide e mercato del lavoro: i malati nel primo anno dall’insorgenza dei sintomi si assentano dal lavoro in media 35 giorni, per un totale in Italia di 9.066.503 giorni di lavoro persi e un calo della produttività pari a 1.145.377.593 euro anno. Infatti, solo il 51% delle persone affette da artride reumatoide dichiara di continuare a svolgere senza limitazioni la medesima attività lavorativa svolta prima dell’insorgenza della patologia.

 
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