Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Giornata-nazionale-vittime-del-lavoro-Napolitano-Numeri-invalidita-e-morti-bianche-inaccettabili-8f43674f-10cc-4bc1-8008-acfefa339d90.html | rainews/live/ | (none)
ITALIA

A Firenze 64/a celebrazione

Giornata nazionale vittime sul lavoro, Napolitano: "Numeri invalidità e morti bianche inaccettabili"

Il Capo dello Stato scrive al presidente Anmil: "Non rispetto delle norme in contrasto con i valori dell'integrità e della dignità della persone". Nel 2013 gli infortuni sul lavoro denunciati sono stati ben 605.484, un dato in calo rispetto al 2012 (-7,8%).

Condividi
"Il numero delle invalidità permanenti e degli incidenti mortali causato dal mancato
rispetto di norme esistenti resta inaccettabile nonostante la loro diminuzione". È il messaggio del Presidente della Repubblica in occasione della 64/a Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro che si celebra a Firenze.
In un telegramma indirizzato a Franco Bettoni, presidente dell'Anmil, (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro)  il Capo dello Stato ribadisce che "il mancato rispetto delle norme sul lavoro contrasta palesemente con i valori fondamentali della dignità e della integrità della persona umana, costituzionalmente garantita". Napolitano poi auspica "che la comunità nazionale e le istituzioni forniscano risposte sempre più ferme ed efficaci per fronteggiare questa piaga sociale.

Infortuni sul lavoro: 600mila nel 2013
Secondo la Banca dati Statistica dell’Inail, nel 2013 gli infortuni sul lavoro denunciati nel nostro Paese sono stati ben 605.484, un dato comunque in calo rispetto al 2012 (-7,8%). Diminuiscono del 7,2% anche gli incidenti mortali che passano dagli 860 del 2012  ai 719 del 2013. Nei settori maggiormente a rischio infortuni, ovvero l’industria e i servizi, emerge come la fascia di età maggiormente colpita da incidenti mortali sia quella che va dai 35 ai 49 anni (236 vittime), mentre le aziende più "pericolose" siano quelle con meno di 50 dipendenti che, nel 2013, hanno fatto registrare ben 399 decessi (ben il 55,5% di tutti i settori). 
Condividi