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ITALIA

#veritapergiulioregeni

Giulio Regeni, un anno dopo Italia non dimentica. I genitori: Stiamo vivendo tutto il male del mondo

Messaggio di gentiloni su Twitter. Mattarella: "L'Italia piange il suo giovane, sia fatta giustizia"

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25 gennaio 2016, l'ultimo giorno di un giovane italiano che aveva scelto la via della ricerca sul campo. Si chiamava Giulio Regeni ed è diventato un simbolo per i molti - non solo in Italia - che si battono per la verità e la giustizia,

La lettera dei genitori: "Stiamo vivendo tutto il male del mondo"
 "E' cominciato tutto un anno fa. Un anno da quando il buio e' entrato a far parte delle nostre vite. Un anno da quando ci informarono che il nostro Giulio era sparito. Un anno da quando, a casa sua, al Cairo, ricevemmo quella telefonata nella quale ci comunicarono che stavano per raggiuncerci l'ambasciatore Maurizio Massari e l'allora ministro Federica Guidi per comunicarci "notizie non buone".


Così in una lettera pubblicata dal quodiano 'La Repubblica' i genitori di Giulio, Paola e Claudio Regeni. "In questo anno - proseguono nella lettera - abbiamo visto e stiamo ancora vivendo tutto il male del mondo. Questo male continua a svelarsi pian piano, come un gomitolo di lana, ma questo oltre ad essere il frutto di un costante lavoro di chi segue le indagini e' anche il risultato della vicinanza di tutte le persone che in Italia e nel mondo chiedono con noi 'verita' per Giulio'. In questi 12 mesi intensi, terribili, quello che ci ha dato piu' calore sono stati i segni dei cittadini, di quelle famiglie come la nostra, semplici, normali, che sono state toccate, sconvolte dalla storia di Giulio e oggi ci scrivono, lasciano un fiore sulla sua tomba, ci fanno sentire che non siamo soli. Quegli scatoloni pieni di lettere e cartoline sono sempre accanto a noi, e non e' un particolare: la solidarieta' e' qualcosa di tangibile, di umano, e' tutto il bene del mondo. Giulio - scrivono ancora Paola e Claudio Regeni - non aveva confini ma soltanto curiosita', aveva solide radici e tradizioni ma voleva conoscerne sempre di nuove e diverse. Era un contemporaneo, ma soprattutto un ragazzo del futuro. E' a lui, alla sua storia, alla sua vita che dobbiamo la nostra battaglia per la verita'. E' Giulio, il suo corpo torturato, quello delle altre centinaia di "Giulio d'Egitto" , che lo chiedono e lo reclamano. Per il nostro dolore ci sara' tempo. Ora e' soltanto il momento della verita': vogliamo sapere chi, come e perche', senza saltare nessun passaggio della catena, ha ucciso e torturato nostro figlio. Sappiamo che non siamo i soli a volerlo. Per questo - cocludono - speriamo che oggi questo fiume in piena d'affetto si riversi nelle piazze con fiaccole accese per Giulio e per la giustizia di coloro che non sono rispettati nei loro diritti umani. 'Verita' per Giulio' e' un grido di dolore. Ma anche di speranza".

Mattarella: Italia piange suo giovane, colpevoli siano assicurati a giustizia
"Da un anno l'Italia piange la uccisione di un suo giovane studioso, Giulio Regeni, senza che si sia potuto far piena luce sulla tragica vicenda, malgrado gli sforzi intensi della nostra magistratura e della nostra diplomazia. Il dolore della nostra comunità nazionale è immutato così come immutata rimane la ferma volontà di chiedere giustizia per il crimine efferato che si è accanito contro il giovane". Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Di familiari rinnovo - aggiunge - a nome di tutti gli italiani, sentimenti di vicinanza e sostegno. Nel rendere omaggio alla memoria di Giulio e nel ricordare la sua giovane vita spezzata, chiediamo la collaborazione più ampia ed efficace affinché i colpevoli vengano assicurati alla giustizia".


Gentiloni, vicino a famiglia, impegno per la  verita'
"Un anno dall'orribile uccisione di Giulio Regeni. Vicinanza alla famiglia. Impegno con la magistratura per ottenere #veritapergiulioregeni". Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio (Ministro degli Esteri all'epoca dei fatti), Paolo Gentiloni, nell'anniversario della scomparsa del ricercatore friulano.


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