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ITALIA

Lo studente friulano ucciso al Cairo

Giulio Regeni, collo spezzato. La verità scritta nell'autopsia: 4 giorni nelle mani dei carnefici

Secondo i primi esami autoptici svolti al Cairo, Giulio è morto tre-quattro giorni prima del ritrovamento. Sarebbe quindi rimasto quattro o addirittura cinque giorni nelle mani dei suoi carnefici. Giorni di botte e sevizie che lo hanno reso quasi irriconoscibile. Il suo corpo non doveva essere trovato

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Giorno dopo giorno, man mano che il tentativo maldestro di depistaggio si va sgretolando, dal velo oscuro steso dalla polizia egiziana sulle sorti di Giulio Regeni trapelano elementi raccapriccianti.

Gli investigatori italiani sospettano che ci fosse l'ordine di non dare elementi sulla sua morte. Che il corpo dello studente dovesse sparire. La sensazione è che solo di fronte alla fermezza dell'ambasciatore Mussari (di concerto con il governo italiano aveva minacciato l'interruzione delle relazioni diplomatiche e commerciali tra Italia ed Egitto) le autorità si sono convinte a consegnare il cadavere. Ad avvalorare questa tesi, le condizioni del corpo.  Secondo i primi esami autoptici svolti al Cairo, Giulio è morto tre-quattro giorni prima del ritrovamento. Sarebbe quindi rimasto quattro o addirittura cinque giorni nelle mani dei suoi carnefici. Giorni di botte e sevizie che lo hanno reso quasi irriconoscibile. 

Ieri la salma è rientrata in Italia ed è stata sottoposta a un ulteriore autopsia dai medici della Sapienza. L'esame- disposto dal pm Sergio Colaiocco titolare dell'indagine e al quale ha partecipato anche un consulente medico-legale nominato dalla famiglia di Giulio- si è protratto fino a tarda sera, ma i primi elementi sembrerebbero confermare quanto sospettato fin dall'inizio e, di fatto, escluderebbero definitivamente tutte le bugie raccontate finora: Giulio è morto per la frattura di una vertebra cervicale provocata da un violento colpo al collo o da una torsione indotta della testa oltre il punto di resistenza. Sul suo corpo ci sono anche i segni di un violento pestaggio e numerose abrasioni e lesioni. Il cadavere è stato sottoposto a una tac, a un esame tossicologico e a radiografie. Durante l'autopsia sono stati raccolti numerosi reperti che saranno sottoposti ad analisi specifiche di laboratorio.

"La verità è ancora molto lontana" ha detto ieri il ministro Gentiloni. Il timore dell'Italia è che il Cairo stia preparando una versione di comodo. Venerdì era circolata la notizia dell'arresto di due persone in relazione alla morte di Giulio. Persone poi rilasciate. Il sospetto è che sia stato un tentativo per distogliere l'attenzione dai corpi di sicurezza speciali, di liquidare la questione come un omicidio seguito a una rapina. Il team di investigatori italiani è al Cairo da due giorni, ma sta ancora espletando tutta una serie di preliminari e riunioni per decidere con chi interloquire nonostante sia già abbastanza chiaro che Giulio Regeni è finito nelle mani di una squadra dei servizi di sicurezza che da tempo lo controllavano. 

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