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MONDO

Storie americane - Gli inferni che bruciano la California

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di Valentina Martelli Un muro di fiamme. Spaventosamente alte si mescolano al vento e formano dei tornado che acquistano velocità e si spostano senza controllo.

Questo si sono trovati di fronte gli abitanti di Redding, città di 90 mila persone in Nord California quando le fiamme del Carr Fire - ogni incendio qui ha un suo nome - hanno saltato il Sacramento River, passando da una sponda all’altra del fiume.
A raccontare le ore drammatiche e l’avvicinarsi del rogo alla città, quell’ingoiare tutto ciò che trova nel suo percorso, la KRCR televisione di Redding, a sua volta evacuata all’ultimo, poco dopo l’annuncio del conduttore che avvisava i telespettatori della necessità immediata di fuggire.
 
Sono centinaia le case distrutte o danneggiate, solo in questa cittadina, dove il caos è esploso nel giro di pochi minuti con i residenti che fuggivano di casa senza aver neppure il tempo per raccogliere gli effetti personali e dove si iniziano anche a registrare le prime vittime.
 
Tra le abitazioni distrutte anche quelle del capo della polizia di Redding, Roger Moore che mentre bussava di porta in porta, nella corsa frenetica contro il tempo, osservava il tornado di fiamme avvicinarsi alla citta’: “Un mostro alto almeno 120 metri e largo una quarantina, spaventoso” - racconta davanti ai resti della sua casa.
 
E’ un anno catastrofico quello iniziato lo scorso autunno – periodo che solitamente da’ il via alla temuta stagione degli incendi in California-  con veri e propri inferni che scoppiano improvvisamente nelle zone collinari, nelle riserve, nei parchi ma anche vicino a centri urbani.
Le cause sono molteplici ma è la combinazione di tutti i fattori -stagione di piogge abbondanti, seguita da periodi di lunga siccità, temperature elevate e vento – che sta rendendo la situazione esplosiva dal nord al sud dello Stato.
 
Qui, nella contea di San Bernardino ben 9 roghi, incluso quello che sta distruggendo la zona forestale, vicino alla cittadina di Idlyllwild sono stati attribuiti ad un piromane, arrestato dalla polizia su indicazione di alcuni residenti.  Era stato notato mentre, a bordo della sua auto, si fermava in aree dove poco scoppiavano incendi.
 
E ancora al nord continua a bruciare un altro rogo, il Ferguson, quello che ha determinato la chiusura parziale del parco di Yosemite. 19 mila gli ettari di terreno distrutti. Vanno ad aggiungersi ad un bilancio che parla già di migliaia di case distrutte. E - continuano a ripetere i vigili del fuoco – non siamo neppure a inizio stagione.
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