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MONDO

Il rampollo liberale 'predestinato'

La Grecia torna ai conservatori: chi è ​Kyriakos Mitsotakis

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Kyriakos Mitsotakis, il leader 51enne di Nea Demokratia, il partito conservatore vincitore delle elezioni in Grecia, rappresenta la quarta generazione di una dinastia di politici ed è in qualche modo un 'predestinato'.

Suo padre, Konstantinos Mitsotakis, fu primo ministro all'inizio degli anni '90; sua sorella Dora Bakoyannis, è stata la prima donna sindaco di Atene, quando la capitale ospitò le Olimpiadi nel 2004, e poi divenne ministro degli Esteri. Suo nipote Kostas Bakoyannis, il figlio di Dora, è il nuovo sindaco della capitale.

Con i Papandreu e i Karamanlis hanno dominato la politica greca per anni
Insieme alle famiglie socialista Papandreou e Karamanlis, i Mitsotakis hanno dominato la politica greca per anni. Studi ad Harvard e Stanford, un passato di consulente della McKinsey, lui stesso sedeva nell'ultimo governo conservatore, ministro per la riforma amministrativa, con il compito di licenziare migliaia di dipendenti pubblici per rispondere alle richieste della Troika (Fmi, Bce, Commissione Ue).  Ma il governo fu spazzato via dalla sinistra di Syriza, nel gennaio 2015.

Considerato un liberale, ha assunto la guida del partito nel 2016, qualche mese dopo che Nea Demokratia aveva subito due sconfitte in un anno e perso il referendum. Andò subito all'offensiva contro il premier Alexis Tsipras: "Ha concesso tutto senza ottenere nulla in cambio", la sua critica alla decisione del governo di accettare un terzo piano di salvataggio.

Convinto liberista, si è presentato agli elettori con un piano di riduzione delle tasse, tagli alla spesa pubblica, privatizzazioni. Liquidando come un populista Tsipras, Mitsotakis ha promesso di migliorare l'economia, secondo un modello neo-liberale che potrebbe impattare su sanità, scuola, amministrazione.

Al centro della sua agenda imprese e classe media
Mitsotakis ha messo imprese e classe media, i più colpiti dalla elevata pressione fiscale negli ultimi anni, al centro della sua agenda politica. Promette quindi un immediato abbassamento delle tasse, la riduzione della spesa pubblica attraverso una maggiore cooperazione tra settore privato e Stato, la riduzione del numero di funzionari, la creazione di incentivi per attrarre gli investitori e incoraggiare l'imprenditorialità, privatizzazioni. Per farlo, Mitsotakis vuole rinegoziare gli impegni con la Troika  che attualmente prevedono un avanzo primario (escluso il pagamento di debiti e interessi) del 3,5% del suo prodotto interno lordo fino al 2022 e del 2,2 in media fino al 2060. "Dateci 12 mesi di tempo e convinceremo i nostri creditori, i mercati internazionali che la Grecia può davvero cambiare", il suo leitmotiv.

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