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MONDO

La crisi

Grecia da oggi fuori dal programma di aiuti. Ma il "salvataggio" è costato ad Atene lacrime e sangue

Non ci si attendono celebrazioni, anche se il primo ministro Alexis Tsipras per l'occasione farà un discorso molto atteso. Nel 2015, la Grecia e i suoi creditori europei hanno accettato di pagare 86 miliardi di euro nell'ambito del meccanismo europeo di stabilità. A seguito di un tracollo finanziario nel 2010, i creditori internazionali, compreso il Fondo Monetario Internazionale, hanno fornito complessivamente 289 miliardi di euro di credito

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La Grecia esce oggi ufficialmente dal terzo piano di salvataggio, avviato, nel 2010, senza aver completato del tutto l'austerità e le riforme.

"Per la prima volta dal 2010 la Grecia sta in piedi con le proprie gambe", ha annunciato in una nota Mario Centeno, presidente del consiglio direttivo del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) che ha guidato l'ultimo programma di aiuti internazionali (il primo nel 2010, nel 2012 e infine nel 2015).

Secondo Centeno, anche ministro delle Finanze del Portogallo e presidente dell'Eurogruppo, si tratta del risultato "degli sforzi straordinari del popolo greco, della buona cooperazione con l'attuale governo di Atene e degli sforzi dei partner europei". 

Dopo Portogallo, Irlanda, Spagna e Cipro, la Grecia è l'ultimo Paese a uscire dal piano di aiuti internazionali che le hanno permesso di emergere dalla crisi con otto anni di austerità, nonostante ora la  crescita economica sia ancora stentata.

Nei tre programmi di aiuti che si sono succeduti - nel 2010, nel 2012 e infine nel 2015 - i creditori internazionali della cosiddetta Troika, composta da Ue, Bce e Fmi, hanno prestato ad Atene un totale di 289 miliardi di euro in cambio di riforme strutturali che alcuni degli stessi creditori ora riconoscono essere state non del tutto ottimali, dato che la Grecia ha perso un quarto del suo Pil in otto anni, spingendo la disoccupazione al 27,5% nel 2013.

Ora, continua Centeno, "l'economia greca ha ripreso a crescere (con il Pil in rialzo dell'1,4% nel 2017) c'è un avanzo di bilancio (...) e la disoccupazione sta diminuendo costantemente ", pur rimanendo al livello del 20%.

"Il tempo dell'austerità è finito, ma la fine del programma non è la fine della strada di queste riforme", ha comunque avvertito questo fine settimana il commissario Ue per gli Affari economici Pierre Moscovici.

Parere condiviso anche dal governatore della Banca di Grecia Yannis Stournaras. "La Grecia ha ancora una lunga strada da percorrere", ha detto ieri in un'intervista al quotidiano Kathimerini.

Nessuna celebrazione. Discorso di Tsipras
Non ci si attendono celebrazioni, anche se il primo ministro Alexis Tsipras per l'occasione farà un discorso molto atteso. Nel 2015, la Grecia e i suoi creditori europei hanno accettato di pagare 86 miliardi di euro nell'ambito del meccanismo europeo di stabilità. A seguito di un tracollo finanziario nel 2010, i creditori internazionali, compreso il Fondo Monetario Internazionale, hanno fornito complessivamente 289 miliardi di euro di credito.

Il piano lacrime e sangue
Ma la Grecia ha pagato con severe misure di austerità, che hanno portato il reddito medio greco a diminuire di un quarto. Dopo la crisi, il prodotto interno lordo del Paese è passato da 354 miliardi di dollari nel 2008 a 194 miliardi nel 2016. I mercati finanziari nei prossimi mesi decideranno quale sarà la fine del programma di salvataggio finale. Come sicurezza, Atene ha una riserva di capitale di 25 miliardi di euro, il che significa che può coprire i prossimi due anni, indipendentemente da come i tassi di interesse influenzeranno i rimborsi dei prestiti.
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