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MONDO

Tsipras fa ripartire le privatizzazioni previste dall'accordo con i creditori

Grecia: venduti alla Germania14 aeroporti per 1,23 miliardi di euro

Formalizzato sulla Gazzetta ufficiale il decreto per la cessione della gestione di 14 aeroporti regionali aggiudicati al consorzio tedesco guidato da Fraport (società che gestisce l'aeroporto di Francoforte). Madrid dice sì agli aiuti

Primo ministro greco, Alexis Tsipras
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E' stato formalizzato sulla Gazzetta ufficiale il decreto per la cessione della gestione di 14 aeroporti regionali al consorzio tedesco guidato da Fraport (società che gestisce l'aeroporto di Francoforte). Il governo Tsipras ha sbloccato il piano di privatizzazioni che dovrebbe tendenzialmente garantire 50 miliardi di euro alle casse di Atene. Con questa operazione restano in mano pubblica, per il momento, altri 30 aeroporti regionali, ma con minore appeal rispetto a quelli delle principali mete turistiche.

L'operazione era stata già definita nel novembre dell'anno scorso ma poi dopo le elezioni di gennaio il governo Tsipras aveva bloccato tutte le privatizzazioni. Fraport con la stessa offerta si è di nuovo aggiudicata la vendita degli aeroporti regionali che era ripartita a giugno con un nuovo bando di gara.

La società tedesca pagherà 1,23 miliardi di euro e, per la durata dei 40 anni della concessione, verserà annualmente 22,9 milioni nelle casse dello Stato greco. Con questi importi la Fraport gestirà così i 14 aeroporti regionali, tra cui gli scali di Corfù, Rodi, Mikonos e Santorini che lo scorso anno hanno registrato un traffico di 22 milioni di passeggeri con una crescita del 19%. Un terzo del flusso avviene con l'aeroporto di Francoforte e lo sanno bene i dirigenti della società tedesca visto che oltre il 50% del capitale della società aeroportuale è detenuto dalla Città di Francoforte e dallo Stato dell'Assia.

Questa non è la prima privatizzazione realizzata da Tsipras. In aprile la società greco-turca Opap si era  aggiudicata per 40,5 milioni di euro la concessione per 20 anni delle scommesse ippiche.

Tsipras e il nuovo ministro delle Finanze, in contrapposizione con l'ala più estremista della maggioranza, stanno cercando di accelerare sulle privatizzazioni riconsiderando le vecchie operazioni che erano state avviate e, alcune, definite dal precedente esecutivo.
L'agenzia pubblica per le privatizzazioni Hradf (Hellenic Republic Asset development fund) ha così fissato il calendario delle prossime operazioni che, escludendo l'eventuale cessione di quote delle banche pubbliche, tra il 2015 e il 2017 farà entrare nelle casse di Atene 6,4 miliardi di euro. Entro ottobre quindi dovranno arrivare le offerte per il Porto del Pireo che ha registrato  il forte interesse dei cinesi di Cosco, già in possesso di una concessione, dal 2009, di un terminal del porto greco. Entro dicembre dovranno arrivare le offerte per la società ferroviaria Trainose e per la società di servizi Rosco mentre entro febbraio quelle relative al porto di Salonicco, il secondo del Paese.

Ancora da definire invece il timing per la privatizzazione dell'operatore elettrico Admie. Deve essere ancora definita la lista dei beni che dovranno confluire nel fondo da 50 miliardi. Un'operazione non facile e decisamente ambiziosa, considerando che lo Stato greco possiede solo i 30 aeroporti regionali non interessati dalle principali mete turistiche, numerosi immobili e pochissime isole.

Secondo gli analisti della Royal Bank of Scotland la sostenibilità del debito greco può migliorare ma difficilmente potrà tornare a livelli sostenibili e in linea con le stime del FMI. "Secondo le nostre stime occorrerebbe una proroga della scadenza a lungo termine di almeno 30 anni" e definiscono "una buona notizia" l'intenzione di mettere sul tavolo dei negoziati una possibile dilazione di 60 anni delle scadenze del debito greco.

Madrid dice sì agli aiuti
Il Parlamento di Madrid ha approvato a larga maggioranza il terzo pacchetto di aiuti alla Grecia. Il voto non era obbligatorio in base alla legge spagnola, ma il governo conservatore di Mariano Rajoy ha voluto sfruttare questa occasione per difendere la sua politica economica di rigore e attaccare "il canto delle sirene del populismo" di Podemos, la nuova formazione politica
molto vicina al partito Syriza di Tsipras.

"L'importante è che la Grecia rimanga nell'euro", ha detto il ministro dell'Economia, Luis de Guindos, parlando a nome del governo. Il suo messaggio, con un occhio rivolto alle elezioni di novembre, è stato chiaro. A suo parere, non vi sono scorciatoie per superare la crisi economica, mentre "le politiche adottate dal governo greco hanno avuto un impatto molto negativo" sul Pil. "Il canto delle sirene del populismo genera miraggi, aspettative incompiute, frustrazione e scontento sociale", ha avvertito.

Fitch alza rating a CCC
L'agenzia Fitch alza il rating della Grecia a 'CCC' da 'CC'. Lo afferma Fitch in una nota, sottolineando che l'upgrade è legato ai migliori rapporti con i creditori. Il rischio di una 'Grexit' sarebbe elevato se i rapporti fra la Grecia e i creditori dovessero interrompersi. 
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