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MONDO

Sanzioni Usa contro la Russia

Hacker russi, Obama caccia 35 diplomatici. Putin reagisce: chiusa la scuola angloamericana a Mosca

Lo riferisce la Cnn, citando un dirigente Usa. Chiuso anche l'accesso alla residenza di vacanza dell'ambasciata Usa a Serebryany Bor, vicino Mosca. L'iniziativa del Cremlino arriva dopo la dura risposta americana agli hackeraggi russi che hanno interferito nelle presidenziali americane con lo scopo di favorire l'elezione di Donald Trump. Il Tycoon: "Sulla vicenda incontrerò gli 007"

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Le autorità russe chiudono la scuola anglo-americana di Mosca (frequentata anche da bambini del personale d'ambasciata britannico e canadese, ma anche da ragazzi di altre nazionalità) come prima reazione alle sanzioni Usa per i presunti hackeraggi durante le elezioni americane. Lo riferisce la Cnn citando un dirigente Usa. Chiuso anche l'accesso alla residenza di vacanza dell'ambasciata Usa a Serebryany Bor, vicino a Mosca. Le iniziative del Cremlino arrivano a poche ore dalla dura risposta Usa agli hackeraggi russi che hanno interferito nelle presidenziali americane con lo scopo di favorire l'elezione di Donald Trump. Barack Obama, con una decisione senza precedenti, ha disposto sanzioni direttamente contro le due principali intelligence russe, il Gru e l'Fsb, il primo per lo spionaggio militare all'estero e l'altro per il controspionaggio. Colpiti anche quattro ufficiali del Gru e tre società che hanno fornito supporto materiale alle cyber operazioni della stessa intelligence. In tutto nove tra entità e individui.

Trump: tempo di guardare avanti. Sul caso vedrò capi intelligence
"Nell'interesse del nostro Paese e della sua gente, incontrerò i leader della comunità dell'intellingece la prossima settimana, affinché mi aggiornino sui fatti di questa situazione". Lo ha detto in una nota Donald Trump, presidente eletto degli Stati Uniti, in seguito alle sanzioni ordinate dall'amministrazione Obama contro la Russia per le presunte ingerenze nel voto presidenziale di novembre.

Donald Trump sembra intenzionato a lasciarsi alle spalle le polemiche legate all'intrusione di hacker russi nei sistemi informatici del partito democratico, che secondo l'amministrazione Obama hanno favorito il miliardario alle elezioni presidenziali da lui vinte a sorpresa lo scorso 8 novembre. Alla fine di una giornata in cui l'amministrazione Obama ha annunciato misure pesantissime contro la Russia per avere interferito nelle elezioni Usa, il presidente eletto ha ribadito quello che aveva già fatto capire di primo mattino: "E' tempo per il nostro Paese di concentrarsi su cose più importanti e migliori". Ore prima aveva detto ai giornalisti riuniti in Florida, dove sta trascorrendo le festività, che "dobbiamo andare avanti con le nostre vite". Forse ancora non sapeva, come spiegato poi da un funzionario di alto livello dell'amministrazione Obama in una call con la stampa, che alla Casa Bianca c'è la convinzione che "la Russia non si fermerà" e "continuerà a interferire nelle elezioni democratiche di altri Paesi, inclusi alcuni dei nostri alleati europei". Trump sarà aggiornato dall'intelligence Usa In una nota diffusa dal suo transition team - che la Casa Bianca aveva avvertito in merito all'arrivo di sanzioni contro funzionari, servizi d'intelligence e aziende russi - Trump ha comunque detto che "nell'interesse del nostro Paese e del suo popolo grandioso" la settimana prossima incontrerà i leader della comunità d'intelligence americana per "aggiornamenti" su un caso che ha fatto salire la tensione sull'asse Washington-Mosca. Chissà che Trump non arrivi al punto in cui non potrà più negare l'hackeraggio russo dopo avere ripetutamente sostenuto che "nessuno sa quello che sta succedendo".

La vendetta di Obama
Non solo. Il ministero del tesoro designerà due russi per l'uso di mezzi cibernetici che consentono di rubare fondi e informazioni personali. Il dipartimento di Stato, invece, ha espulso come persone non grate 35 funzionari russi operanti negli Usa che ''hanno agito in modo incoerente con il loro status diplomatico o consolare'', probabilmente per essere stati coinvolti in attività di intelligence sotto copertura diplomatica, dato che il comunicato della Casa Bianca parla di ''operativi dell'intelligence russa". Hanno 72 ore di tempo per lasciare gli Usa, insieme ai loro famigliari. Chiusi anche due complessi ricreativi di proprietà del governo russo a New York e in Maryland, usati per scopi di spionaggio. Infine, il dipartimento dell' Homeland Security e l'Fbi stanno rilasciando informazioni tecniche declassificate sulle attività informatiche dell'intelligence militare e civile russa per consentire di individuarle e stroncarle negli Usa e all'estero.

Il Cremlino ha promesso immediate "misure di ritorsione" (che si sono appunto tradotte con la chiusura della scuola anglo-americana e l'allontanamento di 35 'diplomatici' di Mosca) e il ministero degli esteri russo ha avvertito che le nuove sanzioni danneggeranno la ripresa delle relazioni bilaterali. Ma Obama ha avvisato che non finisce qui, che gli Usa ''continueranno a prendere una serie di azioni a tempo debito, alcune delle quali non pubblicizzate'', contro la Russia e che la sua amministrazione fornirà nei prossimi giorni al Congresso un rapporto sulle interferenza di Mosca nelle elezioni.

''Tutti gli americani dovrebbero essere allarmati dalle azioni russe'', ha spiegato il presidente, evocando anche le persecuzioni subite dai diplomatici americani in Russia e definendo le varie decisioni prese oggi come una ''risposta necessaria e appropriata agli sforzi di danneggiare gli interessi Usa''. Dopo l'astensione Usa all'Onu sui nuovi insediamenti israeliani a Gerusalemme est, questa mossa di Obama è il nuovo bastone tra le ruote che il presidente uscente tenta di mettere al suo erede, nonostante le reciproche attestazioni di cordiale cooperazione per una transizione efficace, come nella telefonata di ieri sera.

Il tycoon aveva provato a frenare sull'ipotesi delle sanzioni, anche se non in modo frontale come aveva fatto nella vicenda Onu/Israele: ''penso dovremmo andare avanti con le nostre vite'', aveva risposto ieri sera ai cronisti nella sua residenza di Palm Beach, in Florida. ''Credo che i computer ci abbiano complicato enormemente la vita. L'era dei computer ci ha portato al punto per cui nessuno è più in grado di dire davvero cosa stia succedendo'', aveva sfumato, rilanciando le sue perplessità sulle conclusioni dell'intelligence americana. Ma questa volta dovrà fare i conti con un Congresso dove anche gran parte del suo partito e' favorevole a punire Mosca.

Grana per Trump
La mossa di Obama mette Trump nella posizione di dover decidere se revocare le misure una volta insediatosi alla Casa Bianca e potrebbe creare difficoltà ai suoi ministri designati durante le audizioni di conferma al Senato, dove il sostegno alle sanzioni contro la Russia è forte. Obama aveva già spiegato di non essere voluto intervenire prima per non essere accusato di usare politicamente l'intelligence in una competizione elettorale dove tra l'altro si era schierato apertamente con la candidata democratica. Ma la sua risposta, pur se inevitabile, appare tardiva e non esente da rischi, come quello di accendere una guerra cibernetica, anche perche' il Cremlino finora ha sempre negato ogni coinvolgimento. E tra i due paesi quello più vulnerabile sono gli Usa, dove quasi tutto dipende dalla rete informatica. 
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