TECH

Al via la 17esima edizione, fino al 29 giugno

Hackmeeting, a Bologna il raduno annuale delle controculture digitali

Dopo 12 anni, l’incontro torna nella città delle due torri. Tre giorni per discutere di sicurezza digitale, big data, piattaforme collaborative e pratiche DIY (do it youself). Teatro dell’incontro, lo spazio pubblico autogestito Xm24

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Bologna Hackers e attivisti politici ancora una volta insieme, quest’anno a Bologna, per l’incontro nazionale dedicato alle controculture digitali. Quotidianità e pensiero critico, per analizzare i fenomeni, gli sviluppi tecnologici e le ricadute che questi hanno sulla nostra vita. Perché, ricordano gli attivisti, “l’hackit è solo per veri hackers, ovvero per chi vuole gestirsi la vita come preferisce e sa s/battersi per farlo. Anche se non ha mai visto un computer in vita sua”.

Verso la tre giorni
Bologna si è preparata alla tre giorni con incontri a cadenza settimanale durante tutto maggio e giugno. Tra le tematiche affrontate una riflessione sull’uso dei bitcoin, il problema della democrazia in rete, i termini usati dagli hacker e la posizione, a livello legislativo, di Anonymous. Così, mentre i primi hacker arrivavano in terra emiliana, gli ex mercati di Via Fioravanti si preparavano ad accogliere al meglio le centinaia di persone attese per l’ultimo fine-settimana di giugno.

La sicurezza digitale
Protagonista di questa edizione il problema della sicurezza digitale. Interverranno personaggi di spicco della scena italiana e internazionale. Tra questi il francese Intrigeri, sviluppatore di Tails - The amnesic incognito live system - un programma che permette di comunicare in modo anonimo e sicuro con l'ausilio di un dvd o di una penna usb. Si tratta dello stesso programma richiesto da Edward Snowden al giornalista Glenn Greenwald per tutelare il loro scambio di informazioni. Tra gli italiani interverrà anche Claudio Guarnieri di Citizen Lab, gruppo di ricercatori in prima linea per svelare i lati oscuri dei malware: un vero e proprio mercato, sostengono gli attivisti, voluto da forze di polizia e servizi segreti per tenere sotto controllo personaggi scomodi. Ai panel si affiancheranno anche dei laboratori pratici.

Data journalism
All’hackmeeting si parlerà anche di data journalism. A partire da uno dei vincitori dei Data journalism awards 2014, Andrea Nelson Mauro di DataNinja.it, autore di MigrantFiles, inchiesta sulle morti nel Mediterraneo. Dalla ricerca, svolta da 10 giornalisti e basata sull'incrocio di diversi database, è emerso un numero: dal 2000 ad oggi sono 23 mila le persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l'Europa. Il doppio rispetto ai numeri rilasciati dalle autorità. Tra le fonti, anche il blog Fortress Europe di Gabriele Del Grande, oggi impegnato nella promozione del documentario Io sto con la sposa.

Un po’ di storia
Sono passati sedici anni dal primo hackmeeting italiano. È il 1998, nel resto di Europa si sperimentano i primi campeggi hacker. Dietro i meeting europei milita la rete di controinformazione ECN, European counter network. In Italia, la scelta ricade sul CPA, storico centro sociale fiorentino. Tre anni dopo nascerà il collettivo Autistici/Inventati che riunisce attivisti politici e digitali interessati ai problemi di anonimato, privacy e tecnologie. Ancora una volta contro il saccheggio di dati, ancora una volta dalla parte dei software (e in generale degli strumenti di comunicazione) liberi, gratuiti e per questo accessibili a tutti. La prima esperienza fiorentina lancerà, oltre la nascita di una tv e di una radio pirata, la diffusione degli hacklab.
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