CULTURA

Roma

Herra, quando gli oggetti hanno la parola

Presentato all'Iila "Artefactos", l'ultimo libro dello scrittore del Costa Rica

Rafael Ángel Herra
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Se chiedessimo ai mulini a vento, alla clessidra o al reggiseno cosa pensano del proprio lavoro, le risposte cambierebbero la storia delle cose.

E' il principio che ispira "Artefactos" (ed. Uruk), libro di racconti brevi dello scrittore del Costa Rica, Rafael Ángel Herra, in cui gli oggetti si presentano al lettore descrivendosi. Il volume è stato presentato ieri a Roma nella sede dell'Iila, Istituto Italo-Latino Americano. Con l'autore ne hanno parlato Stefano Tedeschi, docente di Lingua e letterature Ispanoamericane alla "Sapienza" di Roma, e lo psicanalista Gianfranco Pani.

Tedeschi ha sottolineato che il lavoro di Herra si inserisce in un solco illustre nella letturatura latinoamericana, dopo il "Manuale di zoologia fantastica" di Jorge Luis Borges e Margarita Guerrero (1957) e il "Bestiario" di Juan José Arreola (1958). Qui, però, gli oggetti parlano in prima persona, parlano al lettore e spiegano la loro esistenza. Il tono è brillante, ma con un retrogusto di amarezza. Gli artefatti hanno perfetta cognizione del loro destino. In un certo senso, l'oggetto somiglia all'uomo, che si illude di essere l'alfa e l'omega. Pani ha affermato che la lettura suscita un sorriso interrogativo, che fa nascere nel lettore diverse domande. Giunti alla conclusione del testo, si apre lo sguardo su orizzonti inediti che aprono molte suggestioni.

I testi di questo 'bestiario', dice Herra, si ripropongono di sapere cosa dicono 111 strumenti, ognuno nella propria solitudine e dal proprio punto di vista. Il lettore è invitato a ripetere l’esercizio. Quando lo farà, si renderà conto che gli artefatti non sono mai uguali a se stessi. La sfida è stata quella di creare un universo dove gli oggetti hanno la parola, con una parodia del realismo. 

L’autore alterna tra il testo letterario (romanzi, racconti, poesía) e il saggio (la corporalità, la violenza, l’autoinganno, l’estetica del mostro ecc.). Ha pubblicato articoli di giornale e saggi filosofici. Il suo libro 'Violencia, tecnocratismo y vida cotidiana' è stato tradotto in francese (Québec). La raccolta di poesie 'Escribo para que existas' è stata pubblicata in versione bilingue italiano-spagnolo a Palermo. Dal suo romanzo 'Viaje al reino de los deseos' la Compañía Nacional de Teatro ha realizzato una pièce teatrale andata in scena per due intere stagioni.

La traduzione in tedesco de 'La divina chusma' (Das göttliche Lumpenpack) e la traduzione de 'El ingenio maligno' (Der böse Erfindergeist), (Editorial Costa Rica, Amazon, iBook etc.) sono disponibili in formato digitale (thalia.de, buch.de, Amazon, iBook, etc.). Nello stesso formato sono disponibili anche 'Autoengaño' (in iBook), 'La brevedad del goce' e la traduzione in tedesco 'Die Kürze des Genusses' (in vari formati). È membro della 'Academia Costarricense de la Lengua' ed è stato docente di filosofia de la Universidad de Costa Rica, la cui 'Revista de Filosofía' è stata da lui diretta per più di vent’anni. Ha inoltre ricoperto la carica di ambasciatore del suo paese a Berlino.
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