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Rai News
MONDO

Carrie Lam: "La violenza non risolve le questioni sociali"

Hong Kong, l'attivista Joshua Wong è a Berlino. Protesta il governo cinese

Wong ha incontrato il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas.

Dopo tre mesi di proteste, l'attivista per la democrazia di Hong Kong, Joshua Wong, si è incontrato ieri sera con il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas a Berlino, in cerca di sostegno internazionale. 

Wong, scarcerato su cauzione l'8 settembre, ha paragonato l'ex colonia britannica e ora regione amministrativa speciale cinese a "Berlino est durante la guerra fredda". Nell'incontro Wong, invitato anche dal quotidiano Bild, ha parlato delle proteste in atto a Hong Kong da 14 settimane per portare alle dimissioni della governatrice Carrie Lam, così che si possano indurre nuove elezioni libere e democratiche. Probabile che Wong proroghi la sua istanza in Germania, con "ulteriori discussioni con i membri del Bundestag", il parlamento tedesco. Poi volerà negli Stati Uniti.



La Cina ha protestato formalmente per l'incontro. Pechino "si oppone con fermezza alla decisione del governo tedesco di autorizzare l'ingresso in Germania di separatisti di Hong Kong e di impegnarsi in attività anticinesi", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, definendo l'incontro "irrispettoso". Immediata via Twitter la risposta dell'attivista Wong: "Un altro sconcertante commento del ministero degli esteri cinese per minacciare altri paesi. Ho già notato che la Cina esercita pressioni anche sul governo portoghese sulla visita del cardinale Joseph Zen. Questa tattica non farà sembrare la Cina potente, ma disgustosa".



Il ministro degli Esteri tedesco ieri aveva scritto su Twitter che "il diritto alla libertà di espressione è un principio fondamentale che non può essere soggetto ad alcuna limitazione", in riferimento al motto "una Cina due sistemi", entrato in vigore nel 1997 e con durata fino al 2047.

Le proteste dei manifestanti sono cominciate più di tre mesi fa a causa di una legge sull'estradizione in Cina per processi a persone accusate di gravi reati. Gli abitanti di Hong Kong chiedevano il ritiro definitivo del disegno di legge da parte della governatrice Carrie Lam, arrivato solo una settimana fa dopo che inizialmente era stato sospeso. Ma ora i manifestanti chiedono anche l'apertura di un'inchiesta sulla brutalità espressa dalla polizia durante le proteste, il rilascio di coloro che sono stati arrestati e maggiori libertà democratiche.

Proprio Carrie Lam, nella conferenza stampa settimanale, spiega: "L'escalation della violenza non potrà risolvere le questioni sociali di Hong Kong che sono sollevate in tre mesi di proteste". Ha chiesto quindi ai manifestanti di non commettere atti vandalici contro i beni pubblici, dopo che nell'ultimo weekend ci sono stati incendi per le strade. "I danni sconsiderati alle stazioni della metropolitana vanno ben oltre la legge sulle estradizione in Cina" dice Carrie Lam. Dalle ultime ispezioni fatte pare che il 40% delle 91 stazioni della rete di trasporto metropolitano di Hong Kong risulta avere danni.