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MONDO

L'irruzione in Parlamento

Hong Kong, la polizia arresta 12 manifestanti. Londra convoca l'ambasciatore cinese

Il Regno Unito: "Inaccettabili i suoi commenti contro il governo britannico". L'ambasciatore aveva detto: "Giù le mani da Hong Kong, non è più una loro colonia"

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La polizia di Hong Kong ha arrestato 12 persone coinvolte nelle manifestazioni di protesta di lunedì scorso, prima che un gruppo di dimostranti facesse irruzione con la forza nella sede del Parlamento. Le accuse vanno dalla violenza e resistenza contro la polizia alla detenzione di armi offensive, all'assembramento non autorizzato. Si tratta di 11 uomini e una donna. 

L'irruzione nella sede del Parlamento
La grande manifestazione del primo luglio, in occasione del 22mo anniversario della restituzione della ex colonia britannica alla Cina, aveva avuto un'appendice violenta:  centinaia di giovani avevano fatto irruzione con la forza nel Parlamento, dove alcuni uffici erano poi stati devastati, le mura imbrattate di scritte ed era tornata per qualche ora a sventolare la bandiera britannica.  

Londra convoca l'ambasciatore cinese
Il governo britannico ha convocato l'ambasciatore cinese al Ministero degli Esteri, dopo che il diplomatico aveva intimato al Regno Unito di tenere le sue "mani fuori da Hong Kong". Lo riferisce Sky News. Il governo britannico aveva messo in guardia dai rischi di una "repressione" dei manifestanti, e per tutta risposta l'ambasciatore Liu aveva accusato Londra di aver dimenticato che Hong Kong non è più una colonia britannica. 
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