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ITALIA

Il disastro in Abruzzo

Hotel Rigopiano, 27 i morti accertati. restano solo due dispersi

L'albergo restituisce soltanto cadaveri: il bilancio delle vittime accertate è salito a 27, restano 2 dispersi 

Soccorsi a Rigopiano
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I Vigili del fuoco hanno recuperato all'interno dell'Hotel Rigopiano altri due corpi senza vita, un uomo e una donna, non ancora identificati. E' quindi di 27 il numero delle vittime accertate, mentre ormai restano soltanto 2 dispersi. Lo rende noto un comunicato.

A Rigopiano muore la speranza 
A una settimana dalla valanga che ha travolto l'hotel, l'unico obiettivo rimasto a chi sta scavando senza sosta è trovare prima possibile tutti i corpi sepolti sotto la neve e le macerie. Per chiudere finalmente la macabra conta delle vittime e abbandonare prima possibile quella montagna piena di dolore.  Non manca molto, a questo punto: in 48 ore i vigili del fuoco hanno tirato fuori da quel che resta dell'hotel 18 vittime; 9 le hanno estratte martedì e 9 mercoledì. Queste ultime sono sei donne e tre uomini: i loro corpi erano incastrati tra tronchi d'albero, neve e macerie dell'hotel. Ed erano tutti in un unico ambiente: quello dove, prima che sul Rigopiano si abbattessero centinaia di tonnellate di neve, era il bar.

Dodici le vittime identificate
Alla fine della giornata, dunque, i morti sono 27, quattordici uomini e tredici donne. Dodici di loro sono stati identificati: si tratta di sette ospiti, Sebastiano di Carlo e la moglie Nadia Acconciamessa, i genitori del piccolo Edoardo che oggi era in prima fila nella chiesa di Loreto Aprutino per salutarli per l'ultima volta, Piero di Pietro e la moglie Barbara Nobilio, Paola Tomassini, Stefano Feniello e Marco Vagnarelli. Cinque, invece, erano i dipendenti dell'hotel: c'è l'amministratore Roberto Del Rosso, il receptionist Alessandro Riccetti, il maitre Alessandro Giancaterino, il cameriere Gabriele D'Angelo e l'estetista Linda Salzetta. Altri 13 corpi sono invece all'obitorio dell'ospedale di Pescara, dove i parenti attendono di poterseli riportare finalmente a casa. Ma alla fine, il bilancio sarà di 29 vittime: mancano infatti ancora 2 dispersi, sepolti chissà dove in quel che resta dell'hotel.  Ci sono duecento uomini che li stanno cercando con tutti gli sforzi possibili e la speranza, a questo punto, è che nessuno di loro sia stato trascinato dalla forza della valanga centinaia di metri più a valle e sia sepolto sotto metri di neve.

"Dobbiamo terminare il lavoro"
"Si va avanti, dobbiamo terminare il lavoro - dice il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio -. E' un lavoro complicato e lo sapevamo fin dall'inizio, ma andiamo avanti". Parole ribadite da Luigi D'Angelo, il funzionario del Dipartimento della Protezione Civile al centro di coordinamento dei soccorsi a Penne. "Non ci fermeremo fino a quando non avremo la certezza che non ci sia più nessuno" sotto le macerie o sotto la neve. "Stiamo scavando nel cuore della struttura e dobbiamo continuare a cercare fino alla fine".  

La funzionaria della Prefettura: ho la coscienza a posto
"Ci saranno modi e tempi per chiarire tutto. L'importante è avere la coscienza a posto, e io ce l'ho. Tutto il resto, le polemiche di questi giorni, non m'interessa". Risponde cosi', in un colloquio con Repubblica la funzionaria della questura che mercoledi' 18 prese la telefonata di Quintino Marcella di allarme su Rigopiano. Il quotidiano non cita pero' il nome della donna, e riferisce che ieri è stata ascoltata in questura.  "Mercoledì ero appena rientrata in ufficio da una malattia. Prima è scoppiata l'emergenza neve, poi quella del sisma. C'era bisogno di gente nell'unità di crisi e ho dato la mia disponibilità". "Il mio compito - precisa - era rispondere alle chiamate dall'esterno". Anche quella dell'amico di Gianpiero Parete, Marcella. "Non devo dare spiegazioni a lei... - risponde al giornalista - nella sala operativa eravamo in tanti, non c'ero solo io". 

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