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ITALIA

Tragedia in Abruzzo

Hotel Rigopiano, ricerche senza sosta: trovate vive sei persone, anche due bambini

Sono in buone condizioni di salute, sono stati salvati in due interventi diversi

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In condizioni proibitive e dopo oltre 34 ore di lavoro e di scavi sono state individuate 8 persone vive all'interno dell'Hotel Rigopiano, investito da una slavina. "Sono vivi e stiamo parlando con loro", ha detto il portavoce dei Vigili del Fuoco, Luca Cari.  Si tratta di due bimbi, tre uomini e tre donne. Sei sono stati trasportati all'ospedale di Pescara. Altri elicotteri si stanno portando verso l'albergo. Si sta attuando una sorta di staffetta tra Pescara, Penne e l'hotel. Coperte termiche e liquidi sono stati chiesti dai soccorritori che stanno lavorando per liberare le sei persone individuate tra le macerie dell'hotel Rigopiano. Si sta cercando, inoltre, di far arrivare il maggior numero di ambulanze nell'area per prestare i primissimi soccorsi ai sopravvissuti. Tra i sopravvissuti nelle macerie dell'hotel Rigopiano ci sono due bambini. Uno dei due dipendenti dell'hotel Rigopiano che sono fortunosamente scampati alla tragedia, un manutentore dell'albergo, è tornato in quota insieme ai soccorritori per aiutarli nella ricerca dei superstiti.






Le otto persone, che stanno tutte bene, sono state salvate in due interventi. E' quanto hanno reso noto i soccorritori della Gdf. Nel primo intervento sono state trovate 6 persone, tre uomini, una donna e due bambini. Nel secondo altre due persone, che devono ancora essere identificate.

 "Hanno acceso il fuoco e avevano qualcosa da mangiare"
"Probabilmente oltre ad accendere un fuoco avevano qualcosa da mangiare con loro'', ha raccontato il soccorritore della Gdf Marco Bini che ha estratto mamma e figlia.  ''Mentre noi stavamo scavando questo varco loro ci sentivano.
La speranza ora e' quella di ritrovare altre persone in vita anche se non abbiamo avuto altri segnali o sentito rumori'',
spiega.  "Assolutamente sì, abbiamo la speranza di trovarne altri vivi. Potrebbero esserci altre sacche d'aria". Lo ha detto il vice brigadiere della Finanza, Marco Bini, spiegando che dal "varco che ci siamo creati ci spostiamo all'interno dell'albergo Rigopiano, ma è molto difficile andare avanti perché pericoloso". 

I soccorritori: non credevano ai loro occhi e ci hanno abbracciati
"E' stato bellissimo, non credevano ai loro occhi e ci abbracciavano". Questa la reazione dei superstiti ritrovati stamattina tra le rovine dell'Hotel crollato due giorni fa, secondo quanto riferisce il vice brigadiere del soccorso alpino della guardia di finanza Marco Bini. "Il primo impatto e' stato bellissimo e continuiamo a lavorare". Ma lo stesso soccorritore avverte che "piu' di tanto non si puo' andare avanti perche' c'e' il rischio che parti della struttura possano crollare". E con l'aumento delle temperature "aumenta il rischio di nuove slavine, un rischio particolarmente elevato nell'area - spiega Bini - dietro l'albergo che rimane molto pericolosa". Purtroppo per chi al momento del crollo stava fuori, secondo Bini, ci sono ben poche speranze.

Soccorritore: macerie fino a 400 mt di distanza
"Abbiamo ritrovato macerie, mobili e auto fino a 400 metri di distanza. Significa che le ricerche proseguiranno ancora a lungo su una superficie di terreno molto ampia". E' la testimonianza del presidente del Soccorso Alpino del Piemonte, Luca Giaj Arcota. "A causa di materassi, cuscini e calcinacci frammisti alla neve - spiega Giaj Arcota - le sonde continuano a trasmettere falsi segnali di ritrovamento e scavare con le pale nella neve pressata e appesantita dal disgelo e' estremamente laborioso". A Farindola sono al lavoro 23 operatori del Soccorso Alpino e Speleologico del Piemonte. 

Ricerche senza sosta
Nella struttura c'erano circa 35 persone, 22 clienti e 7 dipendenti, più qualche altro ospite, ma al momento è ancora incerto il numero delle vittime.  Nella notte ha smesso di nevicare e le temperature sono risalite attorno allo zero, ma c'è il pericolo di nuovi crolli e di nuove slavine causate dall'appesantimento del manto nevoso, nonostante ciò si continua a lavorare.


La slavina dopo il terremoto
E' stata una slavina devastante, che ha pressoché sepolto gran parte della struttura, facendosi anche strada all'interno dei vari ambienti che la costituivano, e poi spazzato via quello che trovava sulla sua strada, cosi' come aveva gia' fatto con un fronte ampio di alberi che era a monte dell'albergo. Anzi, quell'ammasso di tronchi e' stato il di piu' che ha portato distruzione e lutti perche' l'onda d'urto e' stata ancor piu' forte. Un evento-killer innescato probabilmente dalle 4 scosse sismiche di magnitudo tra 5,1 e 5,4 della mattina di mercoledi' con epicentro l'area dell'Aquilano ma fortemente avvertite in questo versante della regione abruzzese dove il rischio valanghe era gia' classificato 4 (su una scala di 5) a causa dei grandi apporti di neve per diversi giorni di seguito. Una slavina che ha inoltre provocato una sorta di 'traslazione' dell'edificio, vale a dire lo ha spostato di una decina di metri in avanti, e non e' escluso che alcuni dei dispersi siano stati travolti e trascinati fuori dal perimetro dell'edificio. Non a caso le ricerche dei vigili del fuoco con le squadre specializzate in questo tipo di attivita' ed anche quelle condotte dai componenti del Soccorso alpino e speleologico riguardano anche la zona estera all'hotel, cioe' il fronte in pendenza della valanga nevosa.

Ieri recuperati tre corpi, un quarto individuato
Sono stati recuperati i cadaveri di tre vittime (e un quarto sarebbe stato individuato ma non ancora estratto dalle macerie) e altre due persone sono invece state tratte in salvo. Tra i dispersi, ospiti dell'hotel, una famiglia di Osimo con un bimbo, una coppia di Castignano (Ascoli Piceno), un 25/enne di Macerata con la fidanzata e un ternano di 33 anni.

Curcio: "C'è possibilità di crolli ulteriori"
Il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio a Porta a porta su Rai1 ha dichiarato: "Certamente c'è la possibilità di crolli ulteriori" nell'hotel Rigopiano di Farindola "occorre mettere in sicurezza e poi procedere".

Gli ospiti erano pronti a partire
Secondo le ricostruzioni gli ospiti dell'albergo mercoledì a fine mattinata avevano raggiunto la hall, pronti per ripartire non appena fosse arrivato lo spazzaneve, che attendevano per le 15.00, ma l'arrivo è stato posticipato alle 19.00 e a quel punto è piombata la slavina. L'allarme era stato dato subito dopo via Whatsapp da uno dei superstiti: 'albergo sommerso dalla neve'. Per raggiungere il resort a quattro stelle di Farindola, in provincia di Pescara, a quota 1.200 metri, il Soccorso Alpino, il primo ad arrivare alle quattro del mattino, ha dovuto usare gli sci.

La Procura di Pescara apre indagine, acquisizione documenti
In queste ore i carabinieri forestali di Pescara sono in Provincia per acquisire tutti i documenti che possono interessare le indagini della Procura di Pescara in merito alla tragedia dell'Hotel Rigopiano. Si tratta dell'acquisizione di tutte le carte relative ai piani di emergenza e soccorso dell'area Vestina, da Penne verso la montagna, predisposte e attuate dalla Provincia. Richieste, movimenti, organizzazione di spalaneve, turbine, richieste di soccorso e quanto riguarda la viabilità di quella zona. 

Le prime immagini dell'interno dell'albergo



 
 

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