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CULTURA

Esce il 7 gennaio il fantapolitico 'Soumission'

Houellebecq converte la Francia all'Islam

In traduzione italiana, "Sottomissione" uscirà il 15 gennaio da Bompiani, l'editore che ha pubblicato tutti i precedenti libri dell'autore di "Le particelle elementari"

Michel Houellebecq (Ansa)
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E' un incubo fatto di integralismo, fanatismo e intolleranza il futuro dellaFrancia che disegna lo scrittore Michel Houellebecq nel suo nuovo romanzo, "Soumission", che arriverà nelle librerie francesi il 7 gennaio 2015, con una tiratura iniziale di 150mila copie pubblicate dalla casa editrice Flammarion.
In traduzione italiana, "Sottomissione" uscirà pochi giorni dopo, il 15 gennaio da Bompiani, l'editore che ha pubblicato tutti i precedenti libri dell'autore di "Le particelle elementari".

Destinato a fare rumore forse ancor più dei suoi precedenti romanzi, in questo Houellebecq si lancia nella fantapolitica e immerge il lettore nella Francia prossima futura, datata 2022, quando si immagina, alla fine del secondo mandato di Francois Hollande, la vittoria alle elezioni presidenziali di un partito islamico, che riesce a battere il Front National di Marine Le Pen, grazie all'alleanza repubblicana siglata con il Ps, l'Ump e l'Udi, i raggruppamenti politici di socialisti, liberali e moderati.

Nella fantapolitica romanzata da Houellebecq, il Front National che ha già perso le elezioni del 2017, si trova a fare i conti con il partito dei Fratelli Musulmani, il cui nome è inventato dallo stesso scrittore. Il suo leader, Mohammed Ben Abbes, alla fine viene eletto presidente della Repubblica francese e sceglie François Bayrou come primo ministro. "Houellebecq converte la Francia all'islam nel suo prossimo romanzo", ha titolato il quotidiano parigino "Le Figaro" dando alcune anticipazioni della trama.
 
Il narratore delle vicende di "Soumission" si chiama François, 44 anni, ed è un professore universitario infelice e solitario, specialista dell'opera letteraria di Joris-Karl Huysmans, lo scrittore decadente autore di "Controcorrente". François dorme in una casa con alcuni studenti e, come sempre accade nei romanzi di Houellebecq, vive una triste situazione sentimentale e amorosa, è sessualmente frustrato, frequenta di tanto in tanto le prostitute e naviga su Internet alla ricerca dell'eros virtuale.

Perso ormai qualsiasi entusiasmo verso l'insegnamento, la vita di François procede diligente, tranquilla e impermeabile ai grandi drammi della storia, infiammata solo da fugaci avventure con alcune studentesse, che hanno spesso la durata di un corso di studi. Ma qualcosa sta cambiando. La Francia è in piena campagna elettorale, le presidenziali vivono il loro momento cruciale. I tradizionali equilibri mutano. Nuove forze entrano in gioco, spaccano il sistema consolidato e lo fanno crollare. E' una implosione improvvisa ma senza scosse, che cresce e si sviluppa come un incubo che travolge anche François.

"Soumission" è il romanzo più visionario e insieme realista di Michel Houellebecq, insignito del Prix Goncourt nel 2010, capace di trascinare su un terreno ambiguo e sfuggente il lettore che, come il protagonista, François, vedrà il mondo intorno a sé, improvvisamente e inesorabilmente, stravolgersi.  La "sottomissione" del titolo scelto da Houellebecq si riferisce a quella che i miscredenti devono ad Allah e a quella delle donne agli uomini nella religione islamica. Alla fine del romanzo, François si converte all'islam e diventa un professore riverito ed adulato e le sue giovani studentesse si presentano al suo cospetto velate.

Le prime anticipazioni del romanzo stanno già provocando reazioni contrastanti sul Web, con i social network che rilanciano pareri  incentrati soprattutto sul pericolo di un'islamizzazione della Francia. "Soumission" è destinato a rilanciare le polemiche che Houllebecq aveva innescato nel 2001 quando, con un'intervista  all'uscita di "Piattaforma", dichiarò: "La religione più stupida è l'islam. La lettura del Corano lascia prostrati". "Sottomissione" è anche il titolo del film dell'olandese Theo Van Gogh, assassinato nel 2004 da un estremista islamico come ritorsione contro alcune immagini mostrate proprio nella pellicola.
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