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CULTURA

Salone del Libro 2014

I consigli di Culicchia per diventare scrittori: "Non prendersi sul serio e farlo per necessità"

Lo scrittore torinese cura al Salone del Libro di Torino la sezione "Officina. Editoria di Progetto", dedicata ai piccoli editori indipendenti. Nell'intervista a Rainews.it racconta che "scrivere fa stare bene"

Giuseppe Culicchia
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di Carlotta MacerolloRoma "Editori indipendenti, case editrici piccole e medie che non fanno parte dei grandi gruppi: per la prima volta il Salone del Libro dedica una sezione per valorizzare le proposte di quegli editori che non hanno tante potenzialità finaziarie e quindi puntano sulla qualità e non sulla quantità". Lo scrittore torinese Giuseppe Culicchia cura, nel padiglione 1 del Lingotto, il progetto più innovativo di Salto14: Officina, Editoria di Progetto, che ospiterà il meglio dell'editoria indipendente italiana.

Spazio agli editori indipendenti
"Gli editori indipendenti riescono ancora a lavorare con ritmi non così frenetici - spiega Culicchia - in Italia escono circa 55mila titoli all'anno su 365 giorni, di questi 55mila oltre la metà vende tra 0 e una copia. Le librerie in Italia ragionano in termini di redditività e di metri quadri. Questa offerta molto grande diventa una finta ricchezza dal momento che molti titoli di editori minori fanno fatica ad entrare nelle librerie e alla fine non si trovano e si perdono".

La vita di un libro
"Mediamente, i libri rimangono sul banco delle librerie 3 settimane /un mese: la vita media si è accorciata, si rincorre sempre il best seller per raggiungere un budget a tutti i costi, il che dà grande ansia e frenesia. E questo va a discapito dei libri, che hanno bisogno di tempo per essere capiti dai librai e soprattutto apprezzati dal pubblico".

Come vengono valorizzati i piccoli editori?
"Nello spazio dell'Officina del Salone vengono presentati i libri e soprattutto si recuperano dall'oblio quei titoli che si sono persi per strada - spiega Culicchia - Ho chiamato critici che presenteranno romanzi che avrebbero meritato maggiore fortuna ma a causa della sovrapproduzione e della fretta sono stati dimenticati rapidamente. Poi faremo dialogare i vari soggetti della filiera del libro: i librai indipendenti e non, i distributori, i bibliotecari...con l'obiettivo di ripensare il sistema editoriale che così non va. Quest'anno per la prima volta il numero dei lettori è diminuito, quindi l'Officina vuole cercare di trovare strade alternative".

"Un manuale di sopravvivenza per gli scrittori"
"E così vorresti fare lo scrittore" è l'ultimo libro di Giuseppe Culicchia: "Il mio è un manuale di sopravvivenza alla pubblicazione. Il self publishing mi lascia ancora un po' perplesso, di certo è una bella idea di libertà e democrazia ma secondo me il ruolo dell'editore serve ancora, con tutte le cose che non vanno e che andrebbero modificate e migliorate". 

Tre consigli per chi vuole fare lo scrittore
"I miei tre consigli per chi vuole scrivere sono: 1) leggere molto, moltissimo; 2) sapersi prendere in giro, mai prendersi troppo sul serio; 3) non diventare scrittore se non per un'intima necessità, un bisogno viscerale di scrivere di cui non si può fare a meno".

I romanzi preferiti di Giuseppe Culicchia
"Il mio romanzo preferito di quando ero ragazzo è 'Fiesta' di Hemingway, mentre adesso sono indeciso tra tre titoli, glieli dico tutti e tre: 'La strada' di Cormac McCarthy, 'Fame' di Knut Hamsun e 'Estinzione' di Thomas Bernhard".

Lei si sente uno scrittore?
"Io non posso fare a meno di scrivere, è un bisogno primario, ma uno è scrittore solo se i suoi libri durano nel tempo e vengono letti. Il problema è durare, la questione è quella - conclude Culicchia - la maggior parte di coloro che scrivono se ne vanno con il dubbio di essere scrittori o no. Io però continuo a provarci, scrivere fa stare bene".
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