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SCIENZA

Anomalia nel riscaldamento globale

I ghiacciai del Karakorum non si sciolgono

Singolare fenomeno nel cuore dell'Asia: una ricerca statunitense mette a punto un modello climatico che spiega perché

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di Stefano Lamorgese Nel Karakorum, il gruppo montuoso che s'innalza a nord-ovest dell'Himalaya, oltre il corso del fiume Indo, i ghiacciai non si stanno sciogliendo. Anzi: sono stabili e in qualche caso avanzano.

Anomalia
Tutti sanno, ormai, che il nostro pianeta si sta riscaldando sempre più velocemente: per questo i ghiacciai di tutto il mondo si stanno sciogliendo. È un fenomeno drammatico, perché queste immense riserve d'acqua dolce potrebbero scomparire del tutto entro la fine del prossimo secolo.

Quello in atto nel Karakorum, quindi, è un fenomeno in netta controtendenza rispetto a quanto avviene in tutti gli altri ghiacciai asiatici; perciò ha stimolato la curiosità scientifica di un gruppo di ricercatori statunitensi, che hanno elaborato un modello in grado di spiegare l'anomalia. I risultati della ricerca sono stati pubblicati da "Nature GeoScience" (si veda: Snowfall less sensitive to warming in Karakoram than in Himalayas due to a unique seasonal cycle).

150 anni di dati
Per scoprire perché i ghiacciai del Karakorum non risentano del fenomeno globale i ricercatori hanno raccolto ed esaminato tutti i dati meteorologici disponibili dal 1861 a oggi e li hanno proiettati secondo modelli predittivi diversi fino all'anno 2100.

Hanno così scoperto che la parte centrale e sud-orientale della catena montuosa osservata ha ricevuto la maggior parte dell'acqua (pioggia e, solo molto in alto, neve) dai monsoni annuali. Il Karakorum, al contrario, riceve la maggior parte delle precipitazioni in inverno: ciò significa molta più neve.

La ricerca mette in luce un fenomeno curioso: benché la quantità totale di precipitazioni lungo la maggior parte della catena sia in aumento proprio a causa del riscaldamento globale, tale crescita delle precipitazioni si riscontra soprattutto in estate. Sul Karakorum in estate non nevica quasi mai, ma in inverno sì. Ciò spiega la continua crescita dei ghiacciai che vi si trovano.

Il modello di previsione elaborato dal team statunitense (formato da Sarah B. Kapnick e Sergey Malyshev della Princeton University; Tom Delworth e P.C.D. Milly del Geophysical Fluid Dynamics Laboratory, National Oceanographic and Atmospheric Administration, Moetasim Ashfaq dell'Oak Ridge National Laboratory), non si spinge oltre il 2100. Dopo di allora: chi vivrà vedrà.
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