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MONDO

I ribelli yemeniti hanno rivendicato l'attacco di sabato

Trump: Iran sembra responsabile degli attacchi, difenderemo Riad

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Il portavoce dei ribelli Houthi, attraverso Twitter, ha dichiarato che "Aramco, la compagnia petrolifera statale dell'Arabia Saudita, è ancora un obiettivo e potrebbe essere attaccata in qualsiasi momento".

I ribelli yemeniti hanno anche confermato e rivendicato l'attacco con i droni di sabato scorso agli impianti di lavorazione di Abqaiq e Khurais, nella parte orientale dell'Arabia Saudita, il complesso più grande al mondo. Riad è stata costretta a sospendere la produzione di 5,7 milioni di barili al giorno, più della metà della produzione complessiva e circa il 5% di greggio mondiale. L'Arabia Saudita sta anche valutando un possibile posticipo dell'Ipo di Aramco, previsto per novembre sul mercato saudita e a seguire sui mercati internazionali. A riportarlo è il Wall Street Journal.

I prezzi internazionali del petrolio oggi sono aumentati quasi del 20%, un record dall'inizio della Guerra del Golfo nel 1991. Secondo il Financial Times la capacità di produzione di petrolio dell'Arabia Saudita potrebbe tornare a pieno regime tra diversi mesi.

Dopo l'attacco di sabato, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha accusato l'Iran per gli attacchi agli impianti petroliferi sauditi di Aramco, ma Teheran ha negato dicendo: "Invece di accusare gli altri paesi, gli Usa prendano atto che i problemi di questa regione derivano dalla loro presenza nell'area". Trump, via Tweet, si chiede: "Ricordate quando l'Iran abbatté un drone dicendo che fosse nel loro spazio aereo, insistendo su quella storia nonostante fosse una bugia. Ora dicono di non aver nulla che fare, vedremo".


Inoltre, più tardi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto a precisare che l'Iran sembra essere il responsabile degli attacchi alle raffinerie saudite quindi "Difenderemo Riad" - ha detto -  se l'Arabia Saudita si trovasse "sotto attacco". 
Il presidente americano Donald Trump, poi, dopo aver indicato che sembra che ci sia l'Iran dietro agli attacchi con i droni sui pozzi sauditi ha dichiarato: "Lo verificheremo ma sembra proprio ci sia l'Iran dietro agli attacchi".

Usa: difenderemo ordine internazionale minato da Iran
Gli Stati Uniti "difenderanno l'ordine internazionale" che è "minato dall'Iran". Il segretario alla Difesa Usa Mark Esper ha puntato il dito contro Teheran, oggi, dopo gli attacchi alle strutture petrolifere saudite rivendicate da ribelli sciiti yemeniti Houthi. Su Twitter Esper ha detto che "i militari degli Stati uniti, con il nostro team inter agenzie, sta lavorando con i nostri partner per gestire questo attacco senza precedenti e difendere l'ordine internazionale basato sulle regole che è minacciato dall'Iran".

Il capo del Pentagono ha spiegato di aver avuto una riunione alla Casa Bianca nella quale ha fatto rapporto al presidente Trump. Esper ha anche detto di aver avuto un colloquio telefonico col principe della corona Mohammad bin Salman, che è l'uomo forte della casa regnante saudita, e col ministro degli Esteri di Riad, Mohammad al Shammary.

La situazione dello Yemen
Il portavoce degli Houthi, Yahya Sarea, ha invitato il personale straniero a restare lontano dagli impianti della Aramco, chiedendo all'Arabia Saudita di fermare la sua "aggressione" allo Yemen. Il riferimento è all'intervento della coalizione militare guidata da Riad nel conflitto, che va avanti da quattro anni, tra ribelli sciiti e forze governative.

Lo Yemen è uno dei paesi più poveri al mondo e sta vivendo una crisi umanitaria, con tre civili uccisi in media al giorno. Il portavoce del governo di Teheran, Ali Rabiei, ha detto: "L'Iran è pronto a lavorare con l'Onu e altri paesi per riportare la pace e la stabilità in Yemen e nella regione". Il popolo yemenita vive dal 2015 uno sfollamento di migliaia di persone innocenti, soprattutto bambini.

Putin propone a Riad acquisto sistema russo S-400 
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha proposto all'Arabia Saudita di acquistare il sistema missilistico antiaereo russo S-400 per difendere il proprio territorio dopo gli attacchi che hanno colpito le due maxi raffineria.

"Siamo pronti ad aiutare l'Arabia Saudita a proteggere il suo territorio, cosa che potrebbe essere fatta nello stesso modo che l'Iran ha già fatto acquistando i sistemi missilistici S-300 russi e nello stesso modo in cui La Turchia lo ha già fatto acquistando sistemi missilistici S-400 russi", ha affermato.

Putin durante un vertice ad Ankara con gli omologhi Recep Tayyip Erdogan e Hassan Rohani. Queste armi "proteggeranno sicuramente qualsiasi sito infrastrutturale in Arabia Saudita", ha aggiunto il capo di Stato russo.
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