SALUTE

Esclusa la retroattività

​ISEE, la disabilità non fa reddito

Sentenza del Consiglio di Stato sulla determinazione del reddito per accedere alle agevolazioni sociali: pensioni, risarcimenti e accompagnamento non devo più essere computati. Braccio di ferro con le associazioni dei disabili sugli arretrati

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Dall'assegno familiare concesso dai Comuni e dallo Stato agli sconti per bollette di acqua gas e luce, all'esenzione dai ticket sanitari: tutto dipende dall'ISEE, l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, un attestato che consente a chi abbia un basso reddito di accedere a prestazioni sociali e servizi di pubblica utilità a condizioni agevolate. L'ISEE varia a seconda dei figli a carico, della disoccupazione ed altri parametri: da oggi ce ne sono tre che non vanno computati, non fanno reddito. Il Consiglio di Stato, a cui si era rivolto il governo appellando la sentenza del TAR del Lazio, ha stabilito che pensioni, indennità di accompagnamento e risarcimenti del danno non devono essere conteggiati, al fine di stabilire il reddito della persona. 

Una lunga battaglia portata avanti da varie associazioni, al grido la disabilità non è fonte di reddito: si arrivava infatti al paradosso di eliminare le esenzioni sanitarie a portatori di handicap gravi, perché alla loro pensione di invalidità veniva sommata l'indennità di accompagnamento, 512 euro al mese. Soldi che ovviamente non bastano neppure a pagare un badante, men che meno un professionista specializzato in assistenza: eppure sommati alla pensione di invalidità facevano "reddito", e quindi via le agevolazioni. 

Il ministro Poletti ha assicurato che il governo attuerà immediatamente la sentenza del Consiglio di Stato, ma che questa non è retroattiva: quindi nessun rimborso per il passato. Di altro parere le associazioni dei malati, che già stanno preparando ricorsi.
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