MONDO

Scontro tra Premi Nobel per la Pace

Il Myanmar e la fuga dei Rohingya, Malala contro Suu Kyi: basta tacere sulle repressioni

L'attivista pakistana e musulmana, Malala Yousafzai ha aspramente criticato la 'collega' Nobel, la birmana Aung San Suu Kyi, che di fatto guida il Paese, per ignorare la 'pulizia etnica' in atto contro la minoranza musulmana nei Rohingya, che ha costretto 125.000 persone a fuggire in Bangladesh negli ultimi 10 giorni

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E' scontro - solo verbale e a distanza - tra premi Nobel per la Pace. L'attivista pakistana e musulmana, Malala Yousafzai ha aspramente criticato la 'collega' Nobel, la birmana Aung San Suu Kyi, che di fatto guida il Paese, per ignorare la 'pulizia etnica' in atto contro la minoranza musulmana nei Rohingya, che ha costretto 125.000 persone a fuggire in Bangladesh negli ultimi 10 gionri.

"Ogni volta che leggo le notizie il mio cuore si spezza per le sofferenze del musulmani Rohingya in Myanmar", ha denunciato Malala, sopravvissuta miracolosamente ad un tentativo di assassinio da parte dei talebani locali in Pakistan quando a soli 15 anni nel 2012 lottava per dell'educazione femminile. "Nel corso degli ultimi anni ho ripetutamente condannato questa trattamento tragico e vergognoso. Sto ancora aspettando che la mia collega premio Nobel Aung San Suu Kyi faccia lo stesso", ha denunciato Malala, che conquisto' il Nobel per la pace nel 2014. Suu Kyi, Nobel per la Pace nel 1991, che ha passato oltre 20 anni isolata nella sua casa dalla giunta militare, e' ormai dal 2016 ministro degli Esteri e Consigliere di Stato (carica creata apposta per lei) che la pone di fatto, sempre con il placet dei generali, alla guida dello Stato. Ma Suu Kyi, buddista, non vuole inimicarsi il sostegno della maggioranza della popolazione birmana che odia i mususlmani.

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