ITINERARI

Canarie da scoprire

Viaggi al caldo low-cost. Lanzarote l'isola di fuoco dove la lava incontra il mare

Montagne e fiumi di lava offrono paesaggi "lunari" unici diventati Parco Nazionale, eletto nel 1993, "riserva biosferica" dell'Unesco. L'isola spagnola regala anche spiagge senza fine, incorniciate dalle onde dell'Atlantico. Visitabile in ogni periodo dall'anno grazie al clima mite che regala una primavera perenne 

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di Roberta Rizzo L’isola che nessuno si aspetta, che in pochi conoscono e nella quale forse non verrebbe mai in mente di andare. E' Lanzarote la più orientale delle Canarie e anche la più vicina all'Africa. Raggiungibile con meno di due ore di volo dall'aeroporto di Malaga, in tutti i mesi dell'anno, perchè il clima è sempre mite e le temperature si aggirano costantemente intorno ai 25 gradi: una primavera perenne. Affittate una macchina a Puerto del Carmen o Arrecife (la città più importante e anche la più popolosa) e partite: deserto, oasi, vulcani, scogliere e spiagge senza fine. Vi avvolgeranno paesaggi inaspettati che riveleranno, in un unico viaggio, tutte le meraviglie del pianeta terra. 

L'Isola di Fuoco
Lanzarote è un’isola vulcanica: nel 1730 fu devastata da quello che è stato definito uno dei più grandi cataclismi della storia conosciuta, nel corso del quale andarono distrutti chilometri e chilometri di terreno ed interi villaggi. La morfologia e l'aspetto dell'isola cambiò per sempre. Il clima secco di cui gode grazie alla vicinanza con l'Africa sahariana, è riuscito nei secoli a conservare perfettamente le montagne e i fiumi di lava formatisi dopo le interminabili eruzioni che si susseguirono fino al 1736: le più lunghe mai registrate nella storia che le hanno valso il soprannome di Isola di Fuoco.

Il Parco Nazionale di Timanfaya sorge qui, in questo immenso ammasso vulcanico che offre paesaggi "lunari" e scorci a dir poco "marziani", davvero sorprendenti. La riserva naturale si estende per circa 50 chilometri e visitarla è un’avventura che non ha eguali: nell’affascinante desolazione del paesaggio, vi troverete avvolti da colori di sabbia lavica che spaziano dal grigio al rosso, passando per il nero ed il marrone. L’escursione si fa a bordo di un pullman e attraversa i 14 chilometri della famosa "Ruta de los Volcanos", la strada che s'inerpica attraverso vere e proprie montagne di lava: compresa nel biglietto d'ingresso al Parco, vale da sola la visita.

I gesyer di Lanzarote
l centro della riserva ospita Las Montañas del Fuego, un’area in cui le temperature del terreno si fanno davvero molto elevate: basti pensare che a soli pochi centimetri di profondità si arriva a 100°C. Qui si trovano il punto panoramico realizzato da César Manrique, artista e architetto originario di Lanzarote, all'interno del quale c'è il Restaurant del Diablo. La particolarità di questo luogo è che il cibo viene prevalentemente cotto su un 'barbecue naturale' alimentato dal calore stesso del vulcano. A pochi passi dal ristorante, all’Islote de Hilario, si può assistere a sorprendenti dimostrazioni realizzate dalle guide del parco: gettando dell'acqua fredda in fosse scavate nel terreno, a contatto col calore che sale dalle profondità, l'acqua viene risputata dalle calde viscere in forma di piccoli gesyer. Che l'attività del vulcano continui anche oggi, lo proverebbero le temperature rilevate ad una profondità di 13 metri sotto la superficie: oscillano fra i 100 ed i 600 °C. Nel 1993, l'UNESCO ha riconosciuto l'importanza naturale del parco dando a quest'area la qualificazione di "riserva biosferica". E non è un caso se proprio il Parco Nazionale di Timanfaya sia stato scelto da Stanely Kubrick per girare alcune scene del film "2001: Odissea nello spazio".

"Geria": le vigne vulcaniche di Lanzarote
Come tutte le isole vulcaniche Lanzarote ha un terreno fertile e ricco di minerali, che nel tempo si è rivelato ideale per la coltura della vite. Una parte dell'isola, infatti, è caratterizzata dalla coltivazione di vigne molto particolari. Il forte vento, caratteristico di tutte le Canarie, ha costretto gli agricoltori a scavare delle vere e proprie fosse per far crescere le viti.  Le "Geria" sono dei piccoli muretti circolari preparati dall'uomo per proteggere le piante dal vento: qui viene scavata una buca sul fondo delle quali cresce la vite che produce vino malvasia. Sopra questi campi, l'agricoltore stende una fine cappa di cenere vulcanica che assorbendo la rugiada notturna, procura il grado di umidità necessario alle piante. La mano dell'uomo ha dato vita ad un paesaggio sorprendente, dove dalle colline ondulate di sabbia nera spicca il verde dei vigneti, amalgamandosi perfettamente agli altri spettacoli naturali dell'isola.

Dalla sabbia nera un lago verde smeraldo
Ma c'è un'altra attrazione naturale che vale assolutamente la pena di vedere. Sulla costa occidentale, vicino al villaggio El Golfo, si trova il Charco de los Clicos. Facilmente raggiungibile, a pochi passi dal parcheggio del paese, questo piccolo lago d'acqua salata, situato in una spiaggia di ciottoli neri, ha una caratteristica unica: grazie a un microorganismo che la abita da secoli, le sue acque assumono un colore verde smeraldo che contrasta magnificamente con la splendida spiaggia di lava nera e con le onde impetuose dell’oceano che ne bagnano la riva.
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